di Francesca Torricelli
Ogni giorno siamo travolti dal rumore di slogans ripetuti e martellanti su stereotipi di perfezione. La modella della pubblicità dell’intimo, il ‘palestrato’ dagli addominali scolpiti, ci portano a pensare che solo quella sia la strada da seguire per l’accettazione personale e di conseguenza societaria. Chi ne risente di più di tale stato, sono i giovani che, mirando a questa idea di perfezione, cadono in un ‘tranello’, dalle spiacevoli conseguenze. Proprio di questo si parlerà, martedì 7 maggio, all’auditorium di palazzo Primavera, nell’evento organizzato da Fidapa Bpw (Federazione italiana donne, arte, professioni, affari), dal titolo ‘Giovani e alimentazione’.
L’idea La scelta «di organizzare questo incontro – racconta Anna Amati, presidente della sezione ternana della Fidapa Bpw – è nata da una chiacchierata con il comandante provinciale dei carabinieri, Giuseppe Alverone, sulle problematiche che colpiscono i giovani d’oggi. Parlando dell’alcol, delle droghe, insomma, dei ‘vizi del sabato sera’, ci siamo resi conto che erano argomenti, già ampiamente trattati e abbiamo pensato di affrontare la problematica dei disturbi alimentari e le cause generatrici. Abbiamo preso contatti con Laura Dalla Ragione, il direttore del ‘Centro disturbi del comportamento alimentare’ di Todi, che ha immediatamente dato la sua disponibilità nel mettere a disposizione le proprie conoscenze».
Lo scopo Sarà un evento «mirato ad un linguaggio comune – continua Anna Amati – vogliamo andare al di là dell’aspetto tecnico delle varie patologie. Non sarà una lezione frontale, ma una vera e propria ‘chiacchierata’ tra esperti che metteranno, appunto, a disposizione i propri studi in materia e i meno esperti, gente comune, che vuole capire e conoscere o magari raccontare la propria esperienza». L’obiettivo dell’incontro «sarà – dice, infine, la presidente di Fidapa – andare a capire le principali cause dei vari disturbi alimentari che, nella maggior parte dei casi, sono di origine psicologica per poi essere in grado di intervenire in maniera preventiva. La famiglia, la scuola, la televisione, rischiano di spingere sempre più il giovane ad una ‘chiusura’, data da una forte situazione di insicurezza. Non a caso, a questo dibattito, sono invitate a partecipare anche le scuole medie e i licei, per dare ai professori maggiori strumenti e, possibilmente, far acquisire ai giovani, la fiducia in se stessi».
