Le due 'anime' di Aidas a confronto. Foto archivio

di Marco Torricelli

Spariti. I libri contabili della cooperativa Aidas non si trovano più. Il giorno prima erano lì, al solito posto. E il giorno dopo, scomparsi. Tutti. E con loro, di fatto, si è volatilizzata la storia stessa della cooperativa.

Cambio al vertice? Il ‘giallo’ ci sta tutto, ma nelle ultime ore se ne è aggiunto un altro. Perché il consiglio di amministrazione ha indetto una conferenza stampa per venerdì mattina. A firmare l’invito, come presidente della cooperativa, però, è Patrizia Lo Iacono. Il che fa pensare (si fa per dire; ndr) che il Cda di Aidas abbia già portato a termine l’operazione da giorni annunciata: Patrizia Gregori sarebbe stata ‘fatta fuori’.

La sparizione Il fatto è inquietante e, per certi aspetti, indicativo – se mai ce ne fosse bisogno – di quale sia la situazione che si è venuta a creare. Tanto più che nella serata di giovedì, dopo la ‘bagarre’ di martedì sera, c’è in programma l’assemblea dei soci: che deve decidere se l’attuale consiglio di amministrazione (eletto il 22 agosto) debba, o no, essere azzerato e sostituito con uno nuovo. Ma andiamo con ordine.

La storia Perché, intanto, c’è la faccenda dei libri contabili spariti. Che, come si comprende bene, non è proprio trascurabile. Quei documenti, quelle carte, quei verbali, permettono di ricostruire, nel dettaglio, tutti i passaggi relativi a vicende importanti nella storia della cooperativa e nei suoi rapporti con l’esterno. Storia antica, ovviamente, ma anche recente. Molto recente.

Uffici blindati La presidente, Patrizia Gregori – eletta dal nuovo consiglio di amministrazione e da questo disconosciuta di recente – ha preso una decisione forte: si sigilla tutto, con catene e lucchetti. Usciti saranno pure usciti, insomma, quei libri. Ma di sicuro non rientreranno. Le ipotesi, sulle motivazioni che sono alla base di questa decisione, sono diverse. Ma un fatto curioso, tra i tanti che emergono, sarebbe quello del compenso (quasi 6.400 euro) percepito – parte con un bonifico da 4.800 euro e parte in contanti, diviso in due tranche, da 950 e 650 euro – da un membro del Cda eletto il 22 agosto. Meno di due mesi fa.

La diffida Intanto, però, sono altri i particolari che vengono alla luce sulla guerra intestina in corso nella cooperativa Aidas. Che, poi, a ben vedere, tanto intestina non sarebbe nemmeno. C’è, per esempio, un ‘atto di significazione e diffida stragiudiziale’ (termini legali, non è colpa di chi scrive; ndr), presentato la scorsa settimana e con il quale si chiede al collegio sindacale di Aidas di «verificare la veridicità e/o fondatezza di talune, preoccupanti informazioni circolate nell’ambiente societario, su presunti precedenti penali gravanti entro il casellario giudiziale di taluni consiglieri di amministrazione tali, altresì, da rappresentare espresse cause di incompatibilità al mantenimento delle cariche e/o, addirittura, di pregressa ineleggibilità alle stesse».

I ‘precedenti’ Un consigliere, si legge nel documento, «avrebbe patteggiato una duplice condanna per violazione delle norme Irpeg e sulle imposte dirette ed Iva», mentre un’altra «sarebbe stata sanzionata per violazione degli obblighi di assistenza familiare, precedente altamente incompatibile con lo scopo sociale della cooperativa Aidas ed a cui la medesima non fece evidentemente cenno all’atto dell’ingresso a socio lavoratore della stessa». Poi ci sarebbe un’altra persona, nel Cda, che «risulterebbe, allo stato, un soggetto titolare di una duplice, incompatibile qualità prevista dallo statuto e dal regolamento interno dell’Aidas». Risulterebbe assunta da un’altra cooperativa sociale.

Le ‘rivalse’ Nello stesso documento, poi, si mette in risalto che un’altra persona che fa parte del consiglio di amministrazione di Aidas risulterebbe incompatibile con tale incarico in quanto «ha promosso, nei confronti della cooperativa medesima, un’azione di risarcimento del danno da mobbing pari ad €500.000», mentre un paio di membri del Cda «hanno elevato, nei confronti dell’azienda, un decreto ingiuntivo per il recupero coattivo di taluni stipendi pregressi per retribuzioni congelate dall’assemblea nell’anno 2012».

La minaccia Il legale, che ha materialmente scritto il tutto, ha anche chiesto «al presidente del consiglio di amministrazione dell’Aidas, entro dieci giorni dalla notifica, di provvedere alla convocazione di un consiglio di amministrazione straordinario al fine di porre, all’ordine del giorno, l’esame e la discussione degli specifici punti». In caso contrario «lo scrivente si riterrà libero di agire nelle sedi giudiziarie ritenute più opportune, nessuna esclusa, al fine di ottenere quanto è di ragione». Giovedì sera c’è l’assemblea.

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