di Chiara Fabrizi
Genitori schierati compattamente a difesa delle mense scolastiche, sia che i figli frequentino le scuole comunali o quelle statali. Hanno elaborato un documento unitario e sono pronti ad accomodarsi in seconda commissione, convocata per giovedì a Palazzo Spada, le mamme e papà dei bimbi che usufruiscono del servizio refezione pronti ad alzare le barricate per salvare i punti cottura all’interno delle scuole, ma anche per evitare che la nuova gara per la gestione venga concepita con la logica del massimo ribasso.
«Ecco su cosa non tratteremo»: video
Genitori a difesa delle mense scolastiche La sfida è tutta aperta e promette un confronto vivace, se non acceso. Un assaggio si è avuto in consiglio comunale lo scorso 21 dicembre e una replica potrebbe arrivare giovedì quando i genitori torneranno in Comune a Terni. Alla seduta dell’organismo consiliare, hanno spiegato Chiara Dottori, Stefano Romani e Rodolfo Graziani, chiediamo la presenza dell’assessore al bilancio, Vittorio Piacenti D’Ubaldi: «Per arrivare a un’analisi vera – dice Romani – è di fondamentale importanza avere conoscenza dei costi del servizio cucinato in loco (83% delle scuole gestito direttamente dal Comune o esternalizzato a coop) che trasportato (17% totalmente esternalizzato e gestito da All food), ma anche i dettagli sul personale occupato».
Cucine interne e no massimo ribasso Intanto mamme e papà hanno elaborato un documento unitario convergendo intorno a tre punti dai quali non si conta di arretrare nell’ambito del confronto con le istituzioni, a cui si chiede maggiore coinvolgimento e partecipazione sul fronte dei servizi educativi: «Il mantenimento delle cucine all’interno delle scuole per la preparazione dei pasti in loco e il ripristino dei pasti in loco nelle scuole con servizio di refezione esterna; rifiuto dell’applicazione della logica del massimo ribasso come criterio principale, se non unico, per l’assegnazione della gara d’appalto; salvaguardia degli attuali livelli occupazionali del personale impiegato, della loro carriera lavorativa e dei diritti acquisiti».
Il caso dei bollettini mai arrivati Preoccupazioni sono poi state espresse in relazione al mancato invio dei bollettini per il pagamento dei pasti, caso già denunciato dalla Uil: «Il Comune ha voluto cambiare le modalità di spedizione per risparmiare 24 mila euro – ha spiegato Graziani – ma dall’inizio della scuola non ha spedito un bollettino col risultato che le famiglie rischiano di trovarsi a saldare due mesi tutti insieme, se non di più. Qui – afferma Dottori – il Comune dovrà trovare delle soluzioni per evitare salassi alla famiglie».
Seminario Per entrare nel merito della sfida rappresentata dal servizio di ristorazione scolastica, venerdì 5 febbraio negli spazi della Casa delle donne, il comitato dei genitori ha organizzato un confronto con alcuni esperti: tra questi Claudia Paltrinieri, responsabile Foodinsider.it che offrirà una panoramica nazionale sullo stato dell’arte della refezione scolastica e l’avvocato Alessandra Bircolotti che rappresenta il comitato per le mense delle mamme e dei papà di Perugia che riferirà l’esperienza di esternalizzazione nel capoluogo di regione.
I Commissari Mense All’incontro di giovedì prenderanno parte anche i genitori che aderiscono al comitato ‘Commissari Mense’, i quali annunciano che alla riunione chiederanno conto del fatto di non essere ancora stati coinvolti nella stesura del nuovo bando per l’affidamento del servizio. «Siamo arrivati a febbraio – si legge in una nota – e nessun tavolo è stato ancora convocato. Nel 2008, in occasione della definizione dell’appalto attuale che scadrà a metà dicembre prossimo, sono stati coinvolti rappresentanti delle Commissioni Mensa e della Lega Consumatori, tecnici comunali e Asl, il cui lavoro ha peraltro prodotto la Carta del Servizio. Non capiamo perché alcune parti dell’amministrazione fanno ancora resistenza affinché non si possa ripetere la condivisione delle scelte».
