La presentazione del progetto

di Fabio Toni

In attesa di conoscere il proprio futuro, prossimo e a medio-lungo termine, l’azienda delle farmacie municipali decide di guardare avanti e lo fa puntando sulla ‘farmacia dei servizi’. Il progetto partirà il 1° settembre in via sperimentale (per sei mesi) e prevede l’assunzione, attraverso un apposito bando che scade l’8 agosto, di quattro giovani neo-laureati in scienze infermieristiche.

COS’E’ LA FARMACIA DEI SERVIZI: PARLA IL PRESIDENTE (VIDEO)

La scelta La sperimentazione riguarda quattro farmacie – le ‘comunali’ 1 e 4 di via Porta Sant’Angelo e via del Rivo, la numero 6 all’interno del Pianeta e la ‘ospedale 1’ di corso Tacito -, scelte anche in base alle dimensioni dei locali. Obiettivo dell’azienda à affiancare alla classica vendita dei medicinali, anche l’erogazione di alcuni fra i servizi più richiesti dai cittadini, fino a trasformare le strutture – per usare le parole del presidente dell’Afm Stefano Mustica – in «baluardi del servizio sanitario sul territorio».

Il punto di partenza è rappresentato dai servizi che le farmacie comunali sono già in grado di offrire oggi: dagli elettrocardiogrammi alle analisi del sangue, fino alla tele dermatologia, all’analisi vista-udito e alle prenotazioni mediche. Attraverso la ‘farmacia dei servizi’ si punta con forza ad ampliarli, ricorrendo alle quattro nuove professionalità – una per ciascuna struttura coinvolta – a cui spetterà il compito di diffondere fra gli utenti la consapevolezza (e l’utilizzo) delle nuove opportunità che hanno a disposizione.

Obiettivi «Vogliamo aprirci a un nuovo modello – afferma il presidente Stefano Mustica – in cui le farmacie diventano la risposta efficace alle più comuni esigenze sanitarie dei cittadini. Vogliamo appropriarci di un ruolo sociale centrale e per questo abbiamo deciso di metterci in gioco e investire concretamente, assumendo quattro giovani neo laureati, in controtendenza rispetto ad un contesto segnato dalla crisi».

Benefici Se alla sperimentazione corrisponderanno buoni risultati, l’azienda – attraverso il prossimo cda – potrebbe decidere di impiegare nuove risorse e ampliare ulteriormente l’offerta. «Da un progetto come questo – spiega Stefano Mustica – possono nascere benefici per tutti: per l’Asl che può ampliare la collaborazione già in essere, per i medici di medicina generale meno ‘pressati’, per i cittadini che possono accedere in breve tempo a servizi di qualità e a costi contenuti (aspetto, questo, sottolineato anche dal direttore Nicola Nulli Pero, ndR) e per le farmacie che possono proiettarsi in una nuova dimensione».

Nuovo approccio Ai nuovi infermieri potrà essere affidato anche il ruolo di ‘informatori’, per diffondere un utilizzo corretto dei farmaci in relazione alle terapie mediche. «Oggi in Italia – afferma il presidente dell’Asfm – quasi il 70% degli anziani non rispetta le terapie. Questo rappresenta un problema per tutto il sistema sanitario nazionale».

Il futuro La presentazione del progetto è stata comunque l’occasione per fare il punto sul futuro stesso dell’Asfm. A partire dal percorso che – salvo ripensamenti – porterà alla privatizzazione dell’azienda. Un passo che, per Stefano Mustica, dovrà essere compiuto ‘con criterio’: «Se il Comune ha interesse a privatizzare – spiega – dovrà farlo attraverso la vendita di qualcosa che abbia un valore significativo. L’obiettivo del cda che ho avuto l’onore di guidare è stato proprio questo, unito a un risanamento che mi pare sia sotto gli occhi di tutti. In ogni caso, credo si possa fare ancora molto».

Esempi? «Abbiamo presentato diverse azioni che includono il trasferimento di alcune farmacie in punti più funzionali e raggiungibili. Le simulazioni effettuate ci fanno capire che i miglioramenti, dal punto di vista del ‘giro’ dell’utenza possono essere consistenti. Sul fronte stipendi e personale, invece, crediamo di aver già raggiunto gli obiettivi (ergo, i tagli) che ci eravamo prefissati». Il piano prevede lo spostamento di quattro farmacie: la Falchi finirebbe in via Bramante, la comunale 2 (San Giovanni) nel futuro complesso di Cospea2, la comunale 4 (borgo Rivo) nel centro commerciale in costruzione a Fontana di Polo e la comunale 5 (via Mola di Bernardo) in un punto più accessibile e comunque vicino alla sede attuale.

Proprietà Allo stesso modo, l’acquisto delle sedi – anziché sborsare ogni mese l’affitto – rappresenta per il una possibilità concreta («l’azienda ha le risorse per compiere un passo del genere» spiega Mustica) e in grado di produrre benefici, «dal punto di vista patrimoniale e ovviamente degli affitti risparmiati».

L’assessore La valutazione ‘politica’ sul percorso di privatizzazione spetta al neo assessore comunale al bilancio, Vittorio Piacenti D’Ubaldi: «La passata amministrazione – spiega – ha seguito un percorso lungo, tortuoso sicuramente approfondito. La mia visione rispetto alle privatizzazioni è tutt’altro che ideologica. Per questo sono d’accordo con il presidente Mustica quando dice che si può fare nel momento in cui non si configura come una svendita, ma porta un valore reale: al comune e ai cittadini». Ma, nel caso, riguarderà l’intera struttura o solo una sua parte? «Questo aspetto sarà oggetto di uno specifico approfondimento – afferma l’assessore -. Ciò che conta è che ad un valore economico significativo, corrisponda un beneficio sociale altrettanto importante. Nelle prossime settimane valuteremo le modalità da seguire, i tempi e le azioni ‘propedeutiche’ da mettere in atto».

La ‘riabilitazione’ A sottolineare i progressi compiuti dall’azienda da quando il nuovo cda è in carica (ovvero dall’agosto del 2010), ci pensa Lorenzo Filippetti che con Raquel Justine Grifoni e lo stesso Mustica compone il board dell’Asfm: «In termini medici si potrebbe dire che è finita la ‘riabilitazione’ e ora possiamo camminare spediti verso obiettivi più ambiziosi. Le decisioni prese nel primo esercizio – spiega – hanno prodotto effetti positivi (dal passivo 2010 di 569 mila euro ai tre utili consecutivi negli ultimi esercizi di strada ne è stata fatta, ndR) e questo grazie soprattutto al personale che ha saputo recepire e mettere in atto il nostro messaggio e grazie anche ad un direttore, Nicola Nulli Pero, attento e capace. Il cda? Se il sindaco rinnoverà la sua fiducia, sapremo già dove insistere per far sì che questa azienda produca ciò che merita».

Verso il nuovo cda Chiamato in causa come rappresentante dell’amministrazione, Vittorio Piacenti spiega che «la modalità del bando per scegliere il nuovo cda (scade il prossimo 20 agosto, ndR) non è la migliore. Vedremo quali soggetti saranno pronti ad assumersi la responsabilità di guidare un’azienda complessa e importante come questa. Non c’è dubbio comunque che il lavoro condotto dall’attuale dirigenza sia stato buono. A dirlo sono proprio i numeri. Se la missione finora era quella di ‘risanare’, e l’obiettivo è stato centrato, chi verrà dovrà porsi necessariamente in un’ottica diversa, fatta di crescita e potenziamento».

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