foto archivio

di Marco Torricelli

Prima le notizie certe: una che i mosaici della fontana di piazza Tacito saranno rimossi; l’altra è che i tempi dei lavori si allungano. Poi le altre certezze: i lavori del 1995, nel precedente restauro, furono fatti male. Infine i dubbi: non si è ancora deciso se i mosaici verranno recuperati o interamente rifatti ed è probabile che si debba spendere un po’ più del previsto.

La fondazione Carit Le notizie sono emerse nel corso di un incontro, convocato nella sede della fondazione Carit, nel corso del quale il presidente, Mario Fornaci, ha ricordato che «l’importo del piano finanziario complessivo del programma di recupero della fontana ammonta ad oltre 723mila euro, quasi 259mila dei quali messi a disposizione della fondazione; quasi 158mila, come prestazioni di servizio, da Asm;  95.500, attraverso economie attivate nella realizzazione di altre opere pubbliche, dal comune di Terni; 88mila da fondi provenienti dal programma Puc2; quasi 63mila da sponsorizzazioni in servizi e 60.5oo da sponsor privati»

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La soprintendenza Fabio De Chirico, dirigente della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici dell’Umbria è stato categorico: «Non è possibile effettuare alcun intervento ‘in loco’ sui mosaici della fontana e dovranno quindi essere interamente rimossi e adeguatamente conservati (poggiano su tre strati di malte diverse che non ne garantiscono la stabilità e che dovranno essere a loro volta rimossi per riformare una base più stabile; ndr), in attesa della decisione finale, che prenderemo dopo aver ultimato tutti gli esami». Decisione finale che sarà: o i mosaici di Corrado Cagli si recuperano, o si rifanno integralmente. Molto probabilmente si opterà per la seconda ipotesi.

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I tempi La scelta, obbligata secondo De Chirico, comporterà inevitabilmente un allungamento dei tempi: «Per la rimozione dei mosaici dovremo attendere il ‘via libera’ del ministero – ha spiegato il soprintendente – e per ottenerla potrebbero essere necessari un paio di mesi». Gli undici previsti, da luglio 2013, non saranno insomma sufficienti per rivedere ‘in attività’ la fontana: «Ma crediamo sia preferibile aspettare qualche settimana in più – spiega Francesco Quadraccia, vice presidente della fondazione Carit e coordinatore dell’intero intervento di recupero – ed avere la certezza di aver fatto un lavoro migliore».

I MOSAICI DANNEGGIATI: LE FOTO

I fondi Un rischio da tener presente, è emerso nel corso dell’incontro, è quello relativo ai costi, che potrebbero lievitare: «Eventuali integrazioni economiche – ha spiegato Fornaci – saranno portate all’attenzione del consiglio di amministrazione della fondazione Carit, che – ha però precisato – parteciperà esclusivamente agli interventi relativi al recupero dell’impianto musivo per il ripristino dell’aspetto originario della fontana». Tradotto: se è per i mosaici va bene, ma per il resto saranno altri a dover mettere mano al portafoglio.

Il futuro Il soprintendente De Chirico ha anche voluto precisare che «il degrado che caratterizza lo stato dei mosaici è stato determinato da molteplici motivi: la composizione chimica dell’acqua e gli eventi atmosferici, ma anche gli errori commessi nel precedente restauro e la non adeguata manutenzione». Tutti elementi che «dovranno essere tenuti in considerazione per il futuro, perché sarebbe inutile fare qualsiasi nuovo restauro, se poi si ripetessero gli errori del passato».

Il Comune Il sindaco, Leopoldo Di Girolamo, nel prendere «un impegno formale, con la soprintendenza e con la città, in relazione alla futura gestione della fontana e ad una manutenzione conservativa adeguata», è tornato a mettere in risalto come il progetto di restauro sia «un esempio, anche questo di scuola come il progetto stesso, di come possa essere fattivo e proficuo il rapporto di collaborazione tra istituzioni pubblici e soggetti privati, quando si vuole davvero fare l’interesse della città». Mentre l’assessore ai lavori pubblici, Silvano Ricci, dopo aver confermato che «nel 1995 (anno del precedente restauro; ndr) furono commessi degli errori che non ripeteremo», ha ribadito che «per la future manutenzioni stiamo già predisponendo un protocollo proprio in collaborazione con la soprintendenza, che ci fornirà le indicazioni più adeguate».

L’Asm Decisivo, anche per la futura conservazione dei mosaici – restaurati o rifatti ex novo – sarà il lavoro di Asm: «Siamo consapevoli del ruolo che ci compete – ha spiegato il presidente, Carlo Ottone – e abbiamo predisposto un programma che è in piena sintonia con la mission aziendale, fatta di innovazione tecnologia applicata ed efficientamento delle risorse: interverremo non solo sulla fontana, ma anche sulla piazza, con un sistema di illuminazione a led, ad alto rendimento e più bassi consumi». Mentre l’acqua che scorrerà sui mosaici (anche quando la fontana sarà inattiva, grazie ad un doppio sistema di circolazione; ndr), ha spiegato l’ingegner Massimo Cresta, «sarà trattata e monitorata 24 ore su 24, trasformandosi da potenzialmente dannosa, a primo strumento di salvaguardia dei mosaici stessi».

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