di Marta Rosati
La fontana monumentale di piazza Tacito è ancora avvolta in un cerchio di cartelloni pubblicitari ma là dietro, e negli uffici coinvolti per il restauro, qualcosa si muove.
Mosaici del Cagli Sono trascorsi circa due mesi dal primissimo test del cantiere pilota e nel frattempo è arrivato l’atteso ok della Soprintendenza, quello che autorizza la Coobec di Spoleto a procedere al restauro dei due metri quadrati di tessere (per 150 kg, compresa malta di allettamento) distaccati con successo dalla sede originaria e già trasferiti nel laboratorio in cui opera la cooperativa spoletina che si è aggiudicata i lavori di prova, propedeutici alla stesura del bando effettivo.
Fontana piazza Tacito Il cantiere pilota insomma entra nel vivo e perché il test sia completato, è previsto che le tessere, una volta ‘riportate a lucido’, siano riposizionate nella fontana per una successiva fase: il cosiddetto ‘test d’invecchiamento’. Prima di redigere il ‘documento preliminare di progettazione’ infatti, il Laboratorio di diagnostica dei beni culturali della Regione, dovrà verificare la capacità di conservazione del mosaico sottoposto all’azione dell’acqua.
Lavori Palazzo Spada, attraverso il geometra responsabile del procedimento Federico Nannurelli, sta man mano ottemperando a tutti gli obblighi previsti dall’iter burocratico prestabilito. Chiuso il cantiere pilota, una relazione tecnica detterà le linee guida del progetto esecutivo e quindi del bando di gara per l’affidamento dei lavori, procedura che l’ente di piazza Ridolfi punta a chiudere entro la fine del 2016.
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