Libero Paci e Feliciano Polli

di Francesca Mancosu e Marco Torricelli

Il 13 giugno è una delle ricorrenze storiche, per la città di Terni. Si celebra l’anniversario della liberazione della città dai nazi-fascisti. Giovedì mattina, come ogni anno, si sono svolte le manifestazioni di rito – nel corso della giornata il resoconto – ma quest’anno con un’assenza ‘rumorosa’: non c’era nessun rappresentante della Questura.

Il caso Inevitabile pensare che possa essere il segnale del persistere delle tensioni conseguenti al ferimento del sindaco Di Girolamo durante scontri che si sono verificati, il 5 giugno scorso, nel corso della manifestazione operaia per l’Ast. Il vice sindaco, Libero Paci, assicura: «L’invito era stato naturalmente inviato, come tutti gli anni».

La spiegazione Secondo il capo di gabinetto della Questura, Roberto Savio, la cosa ha, invece, una spiegazione molto semplice: «Il questore sta svolgendo una serie di incontri in vista della manifestazione che si svolgerà il 18 giungo prossimo ed in questo quadro si è svolta una riunione con i rappresentanti  delle organizzazioni sindacali, che si è protratta proprio per mettere a punto tutti i dettagli e garantire un tranquillo svolgimento della stessa». Una semplice coincidenza, insomma, secondo la questura che, sempre attraverso il dottor Savio conferma che «il 18 ci saranno, come sempre avviene in occasioni simili, dei contingenti di polizia provenienti da altri reparti. Questo non deve, però, prestarsi ad interpretazioni malevole: è una prassi normale e anche a Terni si è sempre verificato»

La cerimonia «Sempre, anche nei passaggi più difficili, istituzioni e lavoratori hanno dato prova di maturità democratica e fermezza, e la daranno anche nelle difficili prove che ci attendono». Hanno il sapore di un ‘appello alla concordia’ in vista dello sciopero generale del 18 giugno, le parole pronunciate dal vicesindaco Libero Paci durante le celebrazioni per il 69° anniversario della liberazione di Terni dai nazi-fascisti di giovedì 13 giugno.

Rimbocchiamoci le maniche  Un invito più volte ribadito durante la commemorazione ufficiale nella sala del Consiglio comunale con le autorità civili, militari e religiose e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma, dal vice-sindaco Paci e dal presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli, che ha esortato tutti a «riscoprire e mettere a frutto il patrimonio genetico di una città che si è espresso con successo 69 anni fa e nei decenni successivi». Un invito a rimboccarsi le maniche, e a scrollarsi di dosso «il senso di impotenza e frustrazione paralizzante e inconcludente».

Le commemorazioni Dopo la cerimonia al Comune, le commemorazioni sono proseguite in piazza della Repubblica, con la deposizione delle corone di alloro davanti alla lapide commemorativa del 13 giugno 1944, accompagnata dall’esecuzione di ‘Bella Ciao’. Da lì, gonfaloni e banda in resta, il corteo si è diretto alla rotonda di ponte Garibaldi, per un omaggio al monumento ai Resistenti realizzato dallo scultore Fernando Dominioni. Altra tappa a piazza Briccialdi, all’ingresso dei giardini pubblici  ‘La Passeggiata’, davanti al monumento ai Caduti di tutte le guerre. La mattinata si è poi conclusa al cimitero civico con la deposizione delle corone alla fossa comune per le vittime dei bombardamenti.

Il 14, una giornata sull’antifascismo Le iniziative di commemorazione dell’anniversario della Liberazione di Terni proseguiranno venerdì 14 giugno, con due incontri organizzati dale associazioni antifasciste della città. Dalle 17, alla Biblioteca comunale, sarà presentata ‘Liberazione Continua. Nuovi fascismi e crisi economica’, un’inchiesta sulle relazioni e le connessioni tra l’ambiente istituzionale e l’estrema destra romana. Dalle 20, al centro sociale ‘Germinal Cimarelli’, cena popolare e proiezione del documentario ‘Fascisti del Nuovo Millennio’, con le testimonianze dei capi dell’estrema destra italiana: Carlo Bonini, Valeria Teodonio, Fabio Tonacci e Corrado Zunino

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