La cerimonia di questa mattina (foto Toni-U24)

di Fabio Toni

Il corpo di polizia penitenziaria ha celebrato il 195° anniversario della sua fondazione. La festa regionale si è tenuta a Terni, in piazza Duomo. A margine, si è svolta la protesta dei sindacati che hanno voluto evidenziare tutte le carenze del sistema carcerario in Umbria. In apertura di cerimonia sono stati letti i messaggi del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del ministro della Giustizia Paola Severino e del capo del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria Paolo Tamburino. Il comandante della polizia penitenziaria di Terni, Fabio Gallo, ha ringraziato tutto il personale operante sul territorio regionale, nelle due case circondariali di Perugia e Terni e in quelle di reclusione di Spoleto e Orvieto. «A nome di tutti i comandanti di reparto – ha detto – voglio esprimere la mia vicinanza a chi svolge il proprio lavoro con sacrificio e dedizione. Nelle strutture detentive dell’Umbria ci sono condizioni di estrema difficoltà dovute al sovraffollamento. Basti pensare che un solo agente controlla un’intera sezione in cui sono presenti circa 50 persone».

I numeri in Umbria Nell’ultimo anno gli agenti di polizia penitenziaria del’Umbria hanno eseguito 1.708 provvedimenti limitativi della libertà personale, di cui 100 relativi al 41-bis (il cosiddetto carcere duro) e 134 per i detenuti «protetti». I «nuclei traduzioni e piantonamento» che operano all’esterno delle strutture carcerarie, hanno effettuato 3.217 traduzioni e un movimento complessivo di 4.257 persone. Fra le loro competenze, la vigilanza dei detenuti ricoverati nelle strutture sanitarie. Grazie ai servizi disposti dal Corpo, nei carceri di Spoleto e Terni i detenuti soggetti al 41-bis hanno utilizzato il sistema di videoconferenza per collegarsi con le aule di giustizia (ben 1.246 i video-collegamenti effettuati). «Ciò – ha sottolineato Fabio Gallo – ha permesso di evitare il fenomeno del “turismo giudiziario”. Un buon risultato considerando lo spessore criminale di alcuni soggetti».

AUDIO: INTERVISTA A FABRIZIO BONINO, SEGRETARIO SAPPE UMBRIA

La protesta dei sindacati (foto Toni-U24)

La protesta In piazza Duomo, a margine della cerimonia, erano presenti tutte le rappresentanze sindacali della polizia penitenziaria. Il comandante Fabio Gallo, dal palco, ha rivolto loro un saluto: «Fanno sentire la loro voce – ha detto – in un momento di grandi difficoltà e di trasformazione dell’intero sistema penitenziario nazionale». Circa la situazione umbra, i sindacati denunciano le carenze di personale («800 poliziotti a fronte dei 1.060 previsti»). Problemi che rischiano di aggravarsi con gli ampliamenti previsti nelle carceri di Terni (300 detenuti in più) e Spoleto (40). «Oggi, per il personale di polizia penitenziaria, non è un giorno di festa» ha detto il segretario regionale del Sappe, Fabrizio Bonino. Il vicesegretario regionale Ugl Francesco Petrelli ha evidenziato come «l’apertura del nuovo padiglione a Terni, finirebbe per aggravare le cose. Per questo serve più personale. Le carenze – ha spiegato Petrelli – riguardano anche la struttura di Sabbione che presenta diverse carenze sul piano strutturale, della sicurezza e su quello igienico. Oltre a maggiore personale, serve una ristrutturazione complessiva. Un’operazione che potrebbe essere compiuta gradualmente, chiudendo un piano alla volta».

Sciopero della fame Alla manifestazione di protesta c’era anche Aldo Di Giacomo, il segretario del Sappe Marche che da ben 23 giorni sta portando avanti lo sciopero della fame. «La situazione delle carceri italiane è ormai intollerabile – ha spiegato Di Giacomo – La politica si disinteressa della nostra realtà e intanto le carceri scoppiano, in assenza di riforme strutturali. Servono depenalizzazioni, decarcerizzazioni e un maggiore ricorso alle misure alternative. Siamo molto indietro su tutti questi aspetti».

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