Una farmacia

di Fabio Toni

Un’azienda pubblica che va avanti verso il risanamento e che, controcorrente rispetto a un contesto che parla solo di crisi, spinge per assegnare un premio di produttività ai dipendenti più meritevoli. La proposta ha fatto emergere differenze fra i sindacati: possibilista la Cgil, più critica la Cisl. Ma un’intesa non appare impossibile.

Le farmacie Dopo anni di conti in rosso, l’azienda speciale delle farmacie municipali è tornata a rivedere la luce. Piccolo ma significativo utile di bilancio nel 2012, qualche assunzione (due a tempo indeterminato, ndr) e la volontà di introdurre, gradualmente, un premio di produttività ai dipendenti più meritevoli. Un principio moderno, forse troppo – ironizza qualcuno – rispetto ai criteri del comparto pubblico. Un dato che marca, al di là di come la si pensi, una differenza di impostazione rispetto al passato.

Il metodo Alla proposta, avanzata lo scorso agosto, hanno fatto seguito reazioni diverse fra i sindacati. Per il contesto si tratta di un principio pur sempre innovativo, anche se il premio – non il salario – verrebbe legato in parte a degli indicatori generali e, il resto, all’effettiva produttività individuale.

Cgil possibilista «Il dato interessante – spiega Desirè Marchetti della Filcams Cgil – è che la proposta di assegnare un incentivo si innesta nel lungo percorso di risanamento dell’azienda, che ha visto gli stessi lavoratori protagonisti. Lo ritengo un buon segno». Nei fatti, la Cgil si dice «disponibile ad avviare una sperimentazione». Qualche mese, insomma, per capire se il meccanismo può funzionare: «Dalle prime stime effettuate dall’azienda – spiega la segretaria della Filcams – sembra che gli obiettivi minimali per ottenere gli incentivi possano essere raggiunti da tutte le farmacie». Perché, allora, non provare?

Cisl puntualizza Quello del segretario della Fisascat Cisl, Francesco Di Antonio, non è un ‘no’ a prescindere: «La differenziazione data da un incentivo ci può stare – spiega – ma chiediamo che il premio minimo sia garantito anche a quelle farmacie che non raggiungono gli obiettivi. Quando la posizione della struttura è svantaggiata e si lavora di meno, come nei punti di Marmore o di via Mola di Bernardo, non si può certo dire che la colpa sia dei lavoratori». Da qui la controproposta di far ‘ruotare’ i dipendenti fra le varie strutture. Un altro tema sollevato dalla Cisl è quello della concorrenza: «Il sistema che prevede il conteggio delle vendite effettuate da ogni dipendente, attraverso il proprio badge, rischia di creare concorrenza diretta fra persone della stessa struttura. In questo senso il premio individuale può creare tensioni e disparità». La trattativa, insomma, va avanti. In attesa di tornare attorno al tavolo.

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