di Francesca Mancosu
A quasi tre anni dalla stipula dell’accordo fra la ditta Superconti e il Comune di Terni per l’acquisto dell’area – al prezzo pattuito di oltre 8 milioni di euro – qualcosa sembra muoversi dalle parti dell’ex mercato coperto. Dopo l’udienza del 23 ottobre, dal Tar dell’Umbria fanno sapere che il «ricorso è stato trattenuto in decisione dal magistrato» e che quindi la sentenza dovrebbe essere vicina. In attesa di sapere come andrà a finire, resta l’incertezza sulla prossima sorte di piazza del Mercato, recente oggetto di un atto di indirizzo del consigliere Pd Sandro Piccinini, che ha chiesto di restituire un minimo di decoro alla zona avvolgendo la vecchia struttura con un telone decorato come avviene in occasione di cantieri e ristrutturazioni di palazzi storici nel centro cittadino.
Il disagio dei cittadini Girando per la piazza, il disagio è palpabile, come il timore che l’edificio resti abbandonato per chissà quanto tempo ancora. «Io lo demolirei e basta – azzarda un’anziana signora – e al suo posto lascerei solo una grande piazza, uno spazio per noi cittadini». C’è chi, invece, racconta del tetto sfondato, di topi a zonzo e dei rifiuti abbandonati lungo tutto il perimetro della struttura, ed effettivamente ammonticchiati a ridosso di una vecchia cabina telefonica. «La raccolta porta a porta non viene fatta con costanza – lamenta un’altra donna – e perdura la mancanza di illuminazione della zona: la notte io preferisco non girare qui intorno, non ha un’aria molto rassicurante. Forse se aprissero la Ztl nelle ore notturne ci sarebbe un po’ più passaggio, di vita e maggiore sicurezza per gli abitanti». L’unico a essere quasi ‘contento’ della chiusura del mercato è uno degli storici commercianti della zona, che racconta di averne tratto svariati benefici: «La mancanza di concorrenza mi favorisce, indubbiamente, e per lo meno, adesso si trova parcheggio più facilmente».
Il Comune: «Non sono previsti interventi» Vada come vada, precisa l’assessore ai Lavori pubblici Silvano Ricci, «nel piano triennale non sono previsti interventi strutturali di nessun tipo, visto che la struttura al momento risulta venduta. Posso essere d’accordo sulle lamentele dei cittadini riguardo al degrado della zona, ma non riscontriamo nessuna problematica eccezionale. L’illuminazione è sempre quella di quando il mercato era ancora aperto, non abbiamo tolto nulla». Dal canto suo il vice-sindaco Libero Paci ricorda: «Tempo fa abbiamo svolto delle operazioni di manutenzione, pulizia e derattizzazione, e proprio in questi giorni ho dato mandato alla direzione del Patrimonio di svolgere ulteriori verifiche sullo stato della struttura. Cercheremo di fare tutto il necessario per garantire l’agibilità e il decoro dell’area».
Un nuovo bando? Tutto dipende dalla sentenza del Tar dell’Umbria. «Staremo a vedere, e poi faremo le nostre valutazioni, non escluderei una soluzione tecnica diversa rispetto alla demolizione dell’immobile, visto che quella avanzata nel 2008, anno del bando, richiedeva investimenti assai elevati, ed oggi improponibili», prosegue Paci. «Poco tempo fa, i Conti hanno prospettato un’altra ipotesi progettuale che prevede il recupero dell’attuale contenitore. Non c’è stata una vera proposta formale, ma non sarei contrario. E se il Tar non pronuncerà una sentenza che obbligherà Superconti ad adempiere al contratto stipulato con il Comune, non escludo un nuovo bando. L’importante è trovare le vie più brevi possibili per arrivare alla soluzione del problema, vista la richiesta di Superconti di trasferire la causa al tribunale civile».
Conti: «Fiducia nei giudici, poi decideremo» «Anche noi aspettiamo la decisione dei giudici amministrativi – ricorda Federico Conti – ma per noi il Tar dell’Umbria non è competente, quindi stiamo pensando di ricorrere al tribunale ordinario». Conti poi conferma la volontà di valutare alternative al progetto originario, che prevedeva la realizzazione di due piani interrati. «Gli scavi potrebbero avere complicanze per la vicinanza eccessiva degli altri palazzi, e comunque ora sarebbero troppo costosi: l’idea sarebbe quella di provvedere ad un momentaneo restauro conservativo per poi provvedere, nel tempo, ad una sistemazione definitiva. Ma su queste soluzioni, oltre al ricorso del Comune di Terni al Tar prende anche quello al Consiglio di Stato degli operatori del mercato (che vorrebbero rientrare nella nuova struttura una volta ultimata, ndr). Se vincono loro, va tutto in fumo; noi vogliamo avere la garanzia di riprendere i nostri soldi (il milione di euro già versato alla firma del preliminare, ndr) in caso di mancato rientro del bene. Siamo comunque fiduciosi e disponibili a valutare proposte a 360°».
