Daniela Cecchetti e Stefano Bucari

di Fabio Toni

Un nuovo regolamento comunale per favorire e qualificare l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate. Il documento introduce modifiche sostanziali nell’assegnazioni degli appalti pubblici. «Un atto innovativo e coraggioso», così lo definisce Stefano Bucari, assessore comunale al welfare.

Nuove fasce deboli Il regolamento si caratterizza per un sostanziale ampliamento del concetto di ‘soggetti svantaggiati’: non più soltanto le tradizionali categorie previste dalla legge 381, ma anche 50 enni rimasti senza lavoro e donne sole con minori a carico. «La società cambia e dobbiamo tenerne conto – spiega Stefano Bucari – Per questo puntiamo ad includere anche le donne vittime di violenze, attraverso un percorso specifico da studiare insieme ai centri anti-violenza che vedranno la luce entro la fine di quest’anno».

Premialità Le aziende che attiveranno una collaborazione diretta con i servizi sociali del comune, potranno contare su alcuni vantaggi legati in primis al capitolato dei singoli appalti. L’offerta verrà valutata – per un massimo di 30 punti – anche in relazione ai progetti di inserimento lavorativo presentati. Un concetto applicato anche ai cosiddetti appalti ‘sopra soglia’ (ovvero di importo superiore ai 200 mila euro), dove le aziende dovranno destinare all’inserimento delle persone svantaggiate, almeno il 20% delle ore lavorative previste. Una ‘clausola sociale’ legata a premialità crescenti in base all’utilizzo effettivo delle fasce deboli. Elemento, questo, che verrà attentamente monitorato dai servizi sociali comunali.

Tutte le aziende L’altra novità è rappresentata dall’estensione del nuovo regolamento a tutte le realtà imprenditoriali e non più soltanto alle cooperative sociali di ‘tipo b’, fondate per loro stessa natura sul lavoro ‘sociale’. Restano esclusi, in questo contesto, tutte le assegnazioni riguardanti i servizi educativi e socio-sanitari. Sarà la giunta comunale a definire nel dettaglio quali appalti saranno assoggettabili al regolamento. Fra questi, sembra scontato l’inserimento dei lavori per la manutenzione del verde pubblico.

Appalti ‘sensibili’ Il regolamento contiene anche specifici indirizzi destinati ai dirigenti comunali, per l’assegnazione degli appalti ‘sotto soglia’: «Per i lavori che prevedono un importo complessivo inferiore ai 40 mila euro – afferma l’assessore – l’amministrazione ha indicato la strada dell’affidamento diretto. Per gli altri, fino ai 200 mila euro della soglia comunitaria, la procedura individuata è quella della negoziazione, riservata alle cooperative iscritte all’albo regionale e che hanno almeno un’unità locale sul territorio della zona sociale 10 (Terni, Valnerina, Acquasparta, San Gemimi e Stroncone; ndr). Pensiamo che tutto ciò rappresenti per le cooperative uno stimolo a mettersi insieme, superando l’eccessiva frammentazione che spesso limita la qualità dei servizi offerti».

Un lungo lavoro La stesura del nuovo regolamento ha comportato un lavoro di oltre un anno che, oltre allo staff dei servizi sociali del comune di Terni, ha visto impegnato l’assessorato e alcuni figure di riferimento della macchina comunale: dalla dirigente Danila Virili a Daniela Cecchetti (servizi sociali), fino a Giorgio Armillei (programmazione) e Luca Tabarrini (appalti e contratti). Sempre in tema di occupabilità delle fasce deboli, lo scorso 22 marzo l’assessorato al welfare ha sottoscritto un protocollo con l’Ausl2 e i centri di formazione della provincia di Terni: «Un’intesa nata per mettere insieme alcuni servizi. Le competenze sono diverse ma spesso ci troviamo a lavorare con gli stessi utenti».

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