Foto archivio

Non è stato ancora approvato il progetto di servizio definitivo per lo smaltimento dei rifiuti infetti e potenzialmente infetti prodotti al canile rifugio di Colleluna a Terni per il periodo 2017-2018; questa la ragione prettamente burocratica per cui nello stesso ricovero per cani si è determinata una situazione di emergenza.

Canile di Colleluna Il cassone nel quale vengono stoccati gli escrementi animali risulta pieno e trattandosi di sostanze di scarto potenzialmente infette, per ragioni di pubblica igiene e sicurezza il sindaco Leopoldo Di Girolamo si è trovato costretto a firmare un’apposita ordinanza. Lo smaltimento di feci e urine canine non spetta al gestore della struttura, che ha sollecitato il Comune a risolvere quanto prima il problema, ma è una mansione che sarà appaltata separatamente. Per espletare la gara però serviranno almeno 60 giorni di tempo e allora Palazzo Spada affiderà provvisoriamente il servizio per affrontare l’emergenza. Il primo cittadino ha dato mandato al dirigente del dipartimento Lavori pubblici e gestione del territorio di attivarsi in tal senso.

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