Palazzo Spada (foto Marta Rosati)

di Massimo Colonna

Primo giro di conti per la manovra di assestamento di bilancio che dovrà essere approvata dal consiglio comunale entro il 30 novembre. In controlli contabili dei tecnici sono in corso, ma stando a quanto filtra mancherebbero circa 5 milioni di euro. Una cifra che deriverebbe dalla scarsa efficacia dei tagli alle spese previsti nel bilancio di previsione approvato ad agosto. Dunque per la giunta del sindaco Leopoldo Di Girolamo si riapre il fronte economico finanziario.

La conta dei tecnici Nei giorni scorsi i tecnici della Tesoreria di palazzo Spada hanno presentato un primo tornaconto sulla manovra di assestamento, che il consiglio dovrà votare entro novembre su proposta della giunta e che rappresenta l’unico modo per poter ricalibrare i capitoli di entrata e di spesa rispetto al previsionale. Il tutto in vista poi del bilancio consuntivo, da portare in aula entro il 30 aprile salvo proroghe ministeriali.

Prima scadenza La prima scadenza segnata in rosso sull’agenda del sindaco Di Girolamo dunque è il 30 novembre. Ed ecco che in giunta si riapre così la partita degli equilibri economici e finanziari dell’ente, dopo una sessione estiva bollente che ha portato con fatica alla quadratura del bilancio di previsione. Il clima al momento rischia di riscaldarsi proprio in virtù del fatto che una prima revisione dei conti avrebbe messo in evidenza la necessità di trovare circa 5 milioni di euro per chiudere il documento economico.

Previsione da rivedere In particolare, da quanto si spiega in queste ore nei corridoi di Palazzo Spada, la differenza deriverebbe dalla scarsa efficacia dei tagli alle spese previste dal documento contabile di previsione. In estate per grattare dieci milioni di euro e portare in aula il bilancio, la giunta era riuscita a non aumentare le tasse ai ternani, andando però a sforbiciare sui servizi. Il taglio però, ad oggi, pare non abbia portato i benefici aspettati.

Retromarcia sulle mense Nella manovra originaria Palazzo Spada aveva annunciato un ridimensionamento sui servizi di trasporto e sui servizi scolastici, in più tagli anche sui fondi al Briccialdi e Caos. Burrascosa, in particolare, è stata la revisione del Piano dei servizi educativi, in cui l’assessorato alla Scuola di Carla Riccardi prima ha annunciato la chiusura di quattro mense nelle scuole primarie, poi ha dovuto fare marcia indietro anche viste le proteste dei genitori.

Alienazioni e Briccialdi Altra patata bollente è la ex Foresteria: il Comune l’ha inserita nel piano delle alienazioni all’interno del faldone del previsionale, stimandola 4 milioni e mezzo di euro. Ora la Fondazione Carit ha rinnegato il suo interesse, lasciando di fatto la giunta senza il suo primo potenziale acquirente. In più altri tagli dovevano arrivare dalla rivisitazione del rapporto Comune-Briccialdi, anche se il sindaco nei giorni scorsi ha annunciato che la cifra per il prossimo anno resterà la stessa, ossia 1,3 milioni di euro.

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