Un foglio di carta con due nomi scritti sopra e chiuso dentro una busta. La Cisl Funzione pubblica di Terni è pronta a scriverlo «con certezza assoluta di indovinarli».
La sfida I nomi sarebbero quelli di «un dirigente ed una alta professionalità, chiaramente non da ricoprire con concorso pubblico ma con nomina del presidente previa presentazione di curriculum», che la Provincia di Terni, denuncia Moreno De Piccoli, segretario regionale del sindacato, vuole assumere. E la sfida del sindacalista è di quelle pericolose: se i nomi fossero quelli giusti?
I costi Le due assunzioni, dice il sindacalista, comporterebbero «una spesa annua di circa 150 mila euro, che graverà per almeno tre anni sull’esausto bilancio provinciale» e la contrarietà nasce anche dal fatto che «tutte le organizzazioni sindacali, conoscendo la mancanza di fondi che non consente addirittura la manutenzione delle strade e delle scuole, hanno fatto presente al presidente che nel 2014 avevano già accettato senza proteste il taglio del salario variabile ed erano disponibili a sacrifici a condizione che fossero uguali per tutti.
Assunzioni bloccate Tanto che, insiste De Piccoli, «ormai da tempo la normativa ha bloccato per le Province le assunzioni a tempo indeterminato, quelle cioè che derivano da concorsi pubblici per titoli ed esami e dal 1° gennaio 2015 saranno bloccate tutte le assunzioni, anche quelle a tempo determinato e quelle a nomina dei politici su presentazione di curriculum». E, infatti, le due assunzioni previste dovrebbero essere fatte entro la fine dell’anno.
Le criticità A brevissimo, spiega il segretario regionale della Cisl Fp, «confluirà in Provincia il personale delle disciolte Comunità montane, che comprende anche profili dirigenziali a tempo indeterminato; all’interno dell’ente sono presenti figure professionali che possono svolgere tali compiti; la spesa non è sostenibile è comporterà ulteriori tagli alle già esigue risorse destinate a finanziare i servizi ai cittadini e le manutenzioni; la nomina a pochi giorni dall’entrata in vigore della legge si stabilità, pur se formalmente legittima, costituisce una elusione dei principi contenuti nella legge stessa, che in vista degli stravolgimenti che attendono le Province ha inteso limitare ogni tipo di assunzione con specifico riferimento a quelle più odiose, cioè quelle a nomina politica».
