Palazzo Spada (foto Rosati)

di Mar. Ros.

Continua a far discutere il regolamento elaborato dalla giunta per la gestione dei rifiuti con l’entrata in vigore della raccolta porta a porta e slitta l’approvazione della terza commissione. Dopo i pannoloni, a tenere banco è l’impianto sanzionatorio.

M5s «Occorre un periodo di transizione che faccia da volano di informazione e sensibilizzazione prima di entrare a gamba tesa sulla cittadinanza con multe fino a seimila euro. Le forme repressive previste, inoltre, non possono essere slegate dal sistema complessivo della raccolta differenziata». In questa ottica tra i quattro emendamenti presentati a nome del gruppo Cinque stelle, ce ne sono due di particolare rilievo: con uno i grillini chiedono l’applicazione delle sanzioni previste dal regolamento solo a decorrere dal sesto mese dall’entrata in vigore del documento normativo stesso, con l’altro che i proventi delle multe siano utilizzati per potenziare e migliorare la raccolta differenziata o per istituire un fondo di incentivi che ammortizzi spese Tari.

Impianto sanzionatorio Enrico Melasecche di I love Terni, diversamente dal M5s, è per il pugno duro sulle trasgressioni sin da subito, convinto che sarebbe da incentivo per una raccolta differenziata fatta ad hoc poi specifica: «Non tanto sugli utenti poco o male informati quanto sugli eclatanti casi di illeciti da parte per esempio di imprese, i controlli devono essere serrati come mai è stato fatto purtroppo in passato».

La voce della municipale In terza commissione, lunedì mattina, era presente anche una funzionaria di vigilanza del Corpo di polizia municipale, Alessandra Pirro: «Pensare di avere una raccolta differenziata perfetta puntando sulle sanzioni è follia pura – ha replicato – credere che il vigile urbano controlli anche il vecchietto che esce dal condominio e lascia il sacchetto dei rifiuti dove non dovrebbe mi pare davvero eccessivo. Dal 2011 a oggi peraltro non c’era alcuna tracciabilità, il rifiuto non ha un nome. Serve una raccolta semplice e funzionale, che sia di facile comprensione per i cittadini. Confidiamo nell’assegnazione delle 3 unità provenienti dal corpo di polizia provinciale. Rispetto a questo c’è un atto d’indirizzo proposto da Michele Pennoni (Pd) e sottoscritto dall’intera maggioranza col quale si chiede di assegnare il personale in ingresso proprio ai servizi di vigilanza in materia ambientale. Dalla sua postazione, va detto, Pennoni ha storto il naso per le parole della dottoressa Pirro: «Le considerazioni politiche le lasci a noi, grazie».

Emendamenti al regolamento rifiuti Dai banchi della maggioranza il democratico Jonathan Monti ha detto: «Tale regolamento è uno strumento utile per l’attivazione del sistema». Lo stesso consigliere ha poi presentato un emendamento all’articolo che norma le modalità di conferimento e gli obblighi per i condomini col quale si intende specificare che le richieste di occupazione di suolo pubblico per eventuale collocazione dei bidoni in strada spetta al gestore e non agli utenti.

Terza commissione A tirare le fila del discorso ci ha pensato l’assessore all’ambiente Emilio Giacchetti: «Il tema delle sanzioni – ha detto – va affrontato in chiave di efficacia rispetto a igiene pubblica e decoro, è una parte fondamentale del nuovo sistema di raccolta differenziata, quindi ben venga questa discussione tra uffici tecnici, polizia municipale e apparato politico-amministrativo. Ora gli emendamenti saranno al vaglio delle direzioni coinvolte per un parere sull’ammissibilità, nel frattempo la terza commissione ha in programma un’ulteriore seduta alla presenza dell’assessore Christia Falchetti Ballerani prima dell’approdo del regolamento in consiglio.

Twitter @martarosati28

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