di Eleonora Rosati
Sei, sei, uno. Sì, 661. A tal numero ammontano, secondo i dati forniti dal Comune di Terni, le concessioni private dei parcheggi ad uso dei disabili ad oggi nella città. E per concessioni private si intendono quelle con segnalazione verticale simile all’ordinaria, con l’aggiunta del numero di concessione, lo stesso del contrassegno della persona titolare.
Le regole Tali permessi, legati esclusivamente alla persona che lo richiede, possono essere temporanei o definitivi, ed abilitano al transito nella zona a traffico limitato, alla sosta negli spazi riservati ed a quella nelle strisce blu (gratuitamente). Nel caso di permessi definitivi, il controllo sull’uso effettivo del permesso, garantisce il Comune, «viene puntualmente sorvegliato, con cadenza mensile».
I controlli Walter Giammari, funzionario dell’ufficio mobilità del Comune di Terni, infatti, spiega: «Ogni mese, il comune riceve un puntuale rapporto dall’ufficio rilascio permessi dell’Usi (Umbria servizi innovativi) che è in collegamento diretto con l’anagrafe, e verifica dunque gli eventuali decessi e la consequenziale revoca della concessione. Nel caso di decesso del disabile, viene rimossa la targa esclusiva con il numero della concessione ed il parcheggio diventa ad uso comune dei portatori di handicap o ad uso libero di tutti i cittadini».
I disabili Secondo Giammari, dunque, il controllo è costante, regolare e non lascerebbe spazio alle violazioni di legge. La voce di un volontario dell’Adaf, Associazione famiglie disabili, però, riporta una situazione diversa: «Ci sono ancora parcheggi con concessioni che non hanno più modo di esistere, perché il titolare è deceduto da anni ormai. Ed a volte, quelli che servono davvero, sono insufficienti. Fuori dalla nostra sede, ad esempio, non esistono parcheggi appostiti, nonostante la nostra sia un’associazione che si occupa proprio di tutela e assistenza a persone con difficoltà».
