di Francesca Mancosu
«Nelle dichiarazioni dei singoli l’amministrazione comunale si dimostra molto vicina e attenta ai bisogni dei cittadini, ma poi nel suo insieme non riesce a prendere una decisione pratica». Così, Andrea Tonucci, responsabile Centro per l’autonomia umbro e vicepresidente della Fish – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – Umbria, risponde all’assessore ai lavori pubblici Silvano Ricci, che pochi giorni fa si era espresso in merito alla risistemazione dell’area ex-Hawai, promettendo “una soluzione” alla mancata all’accessibilità per i disabili della prua di ponte Carrara, tornata alla ribalta delle cronache in occasione della recente TerniOn o dell’Archery village allestito per i campionati europei di tiro con l’arco.
Un problema di approccio «Aspettiamo questa soluzione da cinque anni, quando il Comune – a lavori non ancora conclusi – inaugurò la prua di ponte Carrara e si impegnò a dare ascolto alle nostre istanze », ricorda Tonelli. «Ma quell’area è solo una delle tante; sappiamo bene che le risorse sono scarse e che agire sulle opere già realizzate è praticamente impossibile, quindi credo che sarebbe bene lavorare sulla formazione dei tecnici che stanno progettando quelle che saranno costruite in futuro. Invece di un approccio prestazionale, tarato sulle caratteristiche fisiche della persona e delle sue possibilità, c’è un approccio meramente ‘normativo’, per cui si preferisce costruire 10 scivoli con la pendenza sbagliata invece di 5 fatti bene».
E l’ascensore? Dai semafori con il pulsante posto in una posizione non accessibile a chi è seduto su una carrozzina alle rampe troppo inclinate, alla mancanza di parcheggi in prossimità dell’ingresso dell’ospedale, le criticità riscontrate sono tante, ricorda Tonucci, ma «cosa ha pensato il Comune per le prossime strutture che inaugurerà, magari per il teatro Verdi o per la Casa delle musiche?». Il responsabile poi torna ancora sulla vicenda della prua di via Carrara e sulla mancata presenza di un ascensore. «Quando l’Arci, nel 2010, organizzò la manifestazione ‘Lungo Nera’, l’amministrazione noleggiò un ascensore da cantiere per garantire l’accesso, poi, negli anni seguenti formulò un progetto per la realizzazione di un ascensore fisso, respinto dalla Provincia di Terni con una serie di prescrizioni. Invece di presentarne un altro, con altre caratteristiche, il Comune ha semplicemente lasciato perdere perché non gli interessa veramente realizzarlo. Non lo aveva previsto nei disegni originari di sistemazione dell’area, e ha proposto di farlo solo a seguito delle nostre proteste».
L’Agenda 22 A mancare, quindi, «è un piano d’azione coordinato dei vari uffici comunali, che vada oltre gli interventi a ‘spot’, e che metta finalmente in pratica il cosiddetto ‘collaudo civico’, che prevede la certificazione delle strutture» e la loro conformità ai diritti e ai bisogni dei cittadini – da parte di tecnici indicati dalla Fish e dalla Fand – Federazione Associazioni Nazionali Disabili. «Dal 2005 poi abbiamo attivato il tavolo di lavoro ‘Agenda 22’, che dovrebbe mettere insieme associazioni locali, Comune di Terni e Asl per promuovere un Piano locale per le politiche sulla disabilità – conclude Tonucci – ma nonostante le reiterate promesse dell’amministrazione stiamo ancora aspettando che diventi operativo. Ci ripetono sempre “partirà a breve”, e rimandano, senza rendersi conto che costerebbe meno che intervenire solo con l’assistenza, che fra l’altro oggi non puo essere piu garantita».

La fish si dovrebbe occupare di ben altro a Terni e in Umbria …. dove non esistono l’assistenza domiciliare indiretta e l’assegno di cura ….