di Marco Torricelli
La ‘svolta’, come hanno chiesto molti fedeli – anche in questo caso le lettere, debitamente firmate, all’amministratore apostolico della Diocesi di Terni, monsignor Ernesto Vecchi, ma anche in Vaticano, si sono susseguite – sarebbe imminente.
Aggiustamenti E monsignor Vecchi, prima di prendersi una pausa (dalla settimana prossima; per almeno un mese, forse un mese e mezzo; smetterà di fare avanti e indietro da Bologna) sembra intenzionato a fare – o quanto meno ad ‘agevolare’ – l’ennesimo aggiustamento nella struttura di una Curia che, da quando è arrivato, sta rivoltando come il classico calzino. Con grande difficoltà e con molta discrezione, ma lo sta facendo. Anche se i tempi, per la soluzione finale della sua ‘missione’ ternana, si allungano ancora.
In bilico Sempre più in discussione sarebbe la posizione di monsignor Roberto Bizzarri che, tra le innumerevoli cariche, ricopre anche quelle di giudice del tribunale ecclesiastico regionale, responsabile dell’ufficio pastorale familiare, parroco della chiesa del sacro cuore immacolato di Maria, nel quartiere di Campomicciolo, ma che, soprattutto, è uno dei, tanti, personaggi che rappresentano la ‘vecchia guardia’ diocesana: quella che è cresciuta e ha fatto carriera sotto la gestione dell’ex vescovo, monsignor Vicenzo Paglia.
Le lettere Proprio i parrocchiani di Campomicciolo sarebbero i protagonisti di questo ennesimo capitolo ‘epistolare’ relativo alla diocesi ternana. Ultimi di una lunga serie, per la verità, in quanto monsignor Bizzarri sarebbe stato oggetto di ‘attenzioni’ analoghe anche in passato: quando, dopo l’esordio – nel 1993 – come parroco di santa Maria della Cerqua di Narni Scalo, era stato promosso parroco della cattedrale di Narni, cosa che aveva subito fatto ipotizzare una sua carriera sfolgorante. Una carriera che, però, adesso sembra sul punto di interrompersi.
I fedeli Già a Narni, infatti, successe qualcosa. A monsignor Paglia arrivarono alcune lettere, nelle quali (pettegolezzi sulla vita privata di monsignor Bizzarri – peraltro molto ben documentati – a parte) si evidenziavano problemi che potremmo definire ‘gestionali’ e che indussero il vescovo di allora a sostituirlo e farlo rientrare in Curia, per poi spedirlo a fare il parroco a Foce di Narni, penultima parrocchia nella quale ha svolto il proprio compito. Tutte ‘missioni’ accomunate da una caratteristica: il malcontento dei fedeli. Cosa che riporta all’oggi: con la parrocchia di Campomicciolo che presenta un ‘saldo’ di frequentatori decisamente in negativo e manifestazioni di disincanto sempre crescenti.
Il tribunale Ma il problema più grave sarebbe quello rappresentato dal dossier, aperto in Vaticano, sull’attività del tribunale ecclesiastico regionale, del quale monsignor Roberto Bizzarri fa parte: le indagini portate avanti da monsignor Ernesto Vecchi – in stretta e diretta collaborazione con la Città del Vaticano – avrebbero portato alla luce situazioni tali da consigliare una presa di posizione decisa ed immediata.
Le cause Negli anni, questo sarebbe emerso, la gestione delle cause che sono state presentate, per richiedere al tribunale ecclesiastico regionale l’avvio di processi di nullità matrimoniale, avrebbe fatto registrare più di un elemento di anomalia e, anche in questo caso, gli uffici diocesani (ma anche quelli della procura della repubblica) sarebbero stati destinatari di più di una documentata missiva. L’unico dubbio, al momento, è relativo alla formula che si deciderà di scegliere: molto probabilmente sarà lo stesso monsignor Roberto Bizzarri a farsi da parte.
