Leopoldo Di Girolamo (foto Rosati)

Il decreto enti locali approvato dal Parlamento non aiuterebbe i problemi finanziari delle Province, ma solo le questioni legate alla collocazione dei dipendenti: questo è il parere di Leopoldo Di Girolamo, presidente della Provincia di Terni, che chiosa con termini duri le scelte appena fatte dal Governo.

Conferenza nazionale Upi L’approvazione del decreto arriva dopo meno di un mese dalla conferenza nazionale indetta da Upi, Unione province d’Italia, a cui aveva preso parte il vicepresidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi, e nella quale si era arrivati a chiedere al Governo, nella persona del ministro Delrio, risposte in tempi rapidi rispetto al dissesto finanziario dato dai tagli previsti nella legge di stabilità.

Di Girolamo: «Nuovo decreto non risolve problemi» L’idea di Di Girolamo è quella che il nuovo provvedimento legislativo dia una mano alle Province solo in parte, trascurando i problemi enormi derivati dalle questioni finanziarie. «Ci sono elementi che aiutano le Province ma altri che non risultano utili, soprattutto per quanto riguarda la parte finanziaria», ha affermato Di Girolamo, che ha illustrato le novità introdotte dal decreto, tra cui sono lo slittamento al 30 settembre del termine per il bilancio di previsione, la possibilità di rinegoziare i mutui contratti, l’istituzione di un fondo per esigenze finanziarie straordinarie delle Province e risorse per il pagamento dei fornitori.

«Riforma buona per personale» Per quanto riguarda il personale, come ha poi specificato Di Girolamo, il decreto stabilisce la possibilità di rinnovare i contratti a termine e la facoltà di assumere personale proveniente dalle Province anche per quegli enti che non hanno rispettato il patto di stabilità. «I servizi per l’impiego rimangono in una fase transitoria – spiega – con la previsione di risorse, fino alla confluenza nell’agenzia nazionale, mentre la polizia provinciale può essere mantenuta in un corpo fra Regione ed enti di area vasta oppure confluire nelle polizie municipali. Tutto questo – ha concluso di Girolamo – aiuta dal punto di vista soprattutto della collocazione dei dipendenti, ma non risolve i problemi strutturali».

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