di M. To.
La denuncia è forte, E pure inquietante, perché ripropone un argomento delicato ed oggetto di violente polemiche anche durante la campagna elettorale appena terminata.
La denuncia A lanciare l’allarme è il comitato ‘No inceneritori’: «All’indomani del ballottaggio con cui Leopoldo Di Girolamo è diventato sindaco di Terni per la seconda volta, e poco tempo dopo la nomina del nuovo cda (votato il 5 giugno), di maggioranza renziana, Acea-Aria S.r.l. informa di aver formulato istanza di avvio della procedura di valutazione integrata ambientale (Via) relativamente al progetto ‘integrazione di rifiuti non pericolosi da avviare a recupero energetico’ presso l’esistente impianto di incenerimento di Maratta».
«Bruceranno rifiuti» In buona sostanza, accusa il comitato ‘No inceneritori’, «traducendo dal burocratese, Acea-Aria S.r.l. chiede di bruciare rifiuti a Terni (l’ormai famoso Css?) e lo fa con una tempistica quanto mai discutibile, che lascia intendere come la filosofia che ne ispira l’operato sia probabilmente quella di non disturbare il manovratore, soprattutto se sta per essere rieletto sindaco di Terni.
La minaccia Fabio Neri, portavoce del comitato, non usa mezzi termini: «Seppure non sia elegante dire ‘noi l’avevamo detto’, non possiamo non far notare come il comitato ‘No inceneritori’ avesse già da tempo previsto questo epilogo e quanto, proprio per questo, le iniziative intraprese dai vari comitati umbri volte a bloccare la produzione di Css in regione acquistino oggi una rilevanza e un’importanza strategiche. Nessun ballottaggio può legittimare chi vuole incenerire la salute dei cittadini umbri, pertanto diamo appuntamento a tutta la cittadinanza per un’estate rovente di lotte».
