Raccolta differenziata

di Francesca Mancosu

Le polemiche sullo smaltimento dei rifiuti ed i rischi per la salute ad esso connessi sono ormai all’ordine del giorno. Ma invece di continuare a lamentarci, forse, sarebbe ora di pensare che i primi a poter fare qualcosa per risolvere il problema siamo noi. Basterebbe consumare meno, e meglio, acquistare prodotti con meno imballaggi, e magari imparare a fare – davvero – la raccolta differenziata. Se ne è parlato all’incontro ‘Un mondo leggero – Per un futuro senza il peso dei rifiuti’, organizzato venerdì pomeriggio al Caos di Terni dalla Lega Consumatori Umbria, nell’ambito del Forum dei consumatori, insieme ad alcuni dei principali soggetti ‘ecologisti’ del territorio.

Comportamenti virtuosi Assenti – anche se invitati – i rappresentanti delle aziende del settore e delle istituzioni, ad eccezione dell’assessore regionale con delega alla tutela dei consumatori Fabio Paparelli, il dibattito è stato indubbiamente un’occasione preziosa per riassumere lo stato dell’arte. E informare i tanti cittadini presenti delle possibili strategie da adottare per ridurre i rifiuti a monte. Largo quindi all’acquisto di prodotti a km zero – tramite i gruppi di acquisto -, detersivi e detergenti alla spina presenti in alcuni supermercati cittadini,  all’uso di retine per la frutta e la verdura o di pannolini lavabili al posto di quelli ‘usa e getta’. Che costituiscono il 25% dei rifiuti, visto che ogni nuovo nato ne consuma circa 350 kg all’anno, per una media di una tonnellata nei primi anni di vita. Buone pratiche da coltivare, spesso promosse anche dalle amministrazioni comunali con incentivi economici, ma non inserite in percorsi organici e stabili.

Trasparenza nella gestione dei rifiuti Serve un salto culturale, quindi, ma anche una maggiore chiarezza nelle politiche di gestione dei rifiuti. Che, secondo Maurizio Pierdomenico (Lega consumatori Umbria), andrebbe affidata a soggetti diversi: «Il proprietario dell’inceneritore o della discarica non può essere anche il soggetto responsabile della raccolta differenziata». Per Fabio Neri (No inceneritori Terni), i gestori dovrebbero «fare vere campagne informative sulla differenziata, con il supporto di addetti che spieghino ai cittadini ‘come’ farla, verificando gli errori nella separazione, e confrontandosi su orari e posizione dei contenitori, come già accaduto in molte città». E se il collegato ambiente alla Legge di stabilità in discussione in queste settimane ha spostato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata al 31 dicembre 2020, Neri è poi tornato all’attacco sugli inceneritori e sulla produzione del vituperato Css – combustibile solido secondario – che potrebbe essere bypassata attraverso un riutilizzo dei rifiuti non riciclabili. «Come accade nel centro riciclo di Vedelago, vicino Treviso, che tratta i materiali di scarto producendo granulato di sabbia, poi trasformato in manufatti, arredi urbani e pavimentazioni da esterno».

Il progetto della scuola media Marconi Tante ipotesi sul tavolo, quindi, compresa l’introduzione di politiche di incentivi per le aziende che commercializzano prodotti con meno imballaggi o di premialità in bolletta per i cittadini virtuosi, suggerita anche dall’assessore Paparelli. Sono invece già realtà alcuni progetti di educazione civica rivolti agli studenti ternani, come quello presentato dalla scuola media Guglielmo Marconi, che ha realizzato un’indagine sul ciclo di vita dei prodotti e un divertente video a suon di rap intitolato ‘Riduci, riusa, ricicla, ripensa’. Un valido esempio di come si possano coinvolgere i giovani e le loro famiglie nella costruzione di un mondo che sia davvero più ‘leggero’.

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