di M. To.
La denuncia ha un che di poetico, ma il suo contenuto non è, per questo, meno inquietante: «Si ripete anche quest’anno lungo tutta la Valnerina, nelle strade di pertinenza della Provincia di Terni, il triste e sconsolante spettacolo di vedere erba secca e velenosa – che cangerà dal rosso smorto al giallo paglierino – e che contaminerà e renderà sterili e aridi i cigli delle stesse».
I diserbanti A lanciare l’allarme è Maria Cristina Garofalo, rappresentante dell’associazione regionale ‘Mountain wilderness’: «Ancora una volta – dice – con la scusa del risparmio, si dissemina il territorio di erbicida chimico, potenzialmente dannoso per la salute umana ed animale, nonché pericoloso per la contaminazione dell’acqua. Il risparmio di questa operazione ci dovrebbe essere spiegato, visto che un litro di diserbante costa all’incirca 15 euro al litro e per disseminare chilometri di strade non è certo una spesa di poco conto».
I rischi La cosa più grave, dice Maria Cristina Garofalo, «è che viene spruzzato letteralmente sulle porte delle case che sorgono sul ciglio della strada, senza avvertire della pericolosità gli stessi abitanti». La gente, peraltro, «continua a raccogliere erbe ed asparagi lungo i tratti stradali interessati, perché non viene apposto nessun cartello di avvertimento per informare la popolazione dell’utilizzo del diserbante, che è pericoloso anche per gli stessi operatori che lo utilizzano.
Le alternative Altro tema che la portavoce di ‘Mountain wilderness’ evidenzia è che «non esiste una intercambiabilità tra sfalcio e diserbo in quanto si tratta di due modalità di intervento che hanno risultati completamente diversi. Lo sfalcio permette di controllare la rigogliosità della copertura erbosa, mentre il diserbo determina, quando viene utilizzato in modo esteso sulla copertura erbacea delle scarpate stradali, un immediato azzeramento della maturità e complessità delle specie vegetali presenti».
Doppio lavoro Il diserbo dei bordi stradali, «rispetto al tradizionale intervento di sfalcio, non presenta nessun vantaggio: l’aspetto dei bordi trattati è oltremodo sgradevole dal punto di vista estetico e non limita in alcun modo il numero degli interventi, in quanto è comunque necessario operare meccanicamente lo sfalcio». L’uso di diserbante, poi, «non permette alla vegetazione seminaturale di svolgere il ruolo di difesa del terreno ed espone le scarpate stradali all’erosione e agli smottamenti, che nella nostra provincia, data l’abbondanza della componente argillosa del suolo, è particolarmente diffuso e grave».
La Valnerina E Non viene risparmiato, denuncia Maria Cristina Garofalo, neanche il tratto della cascata della Marmore, luogo turistico della Valnerina che vede migliaia di visitatori nella stagione primaverile ed estiva. Il ‘cuore verde dell’Umbria’, tanto decantato dai nostri amministratori nelle campagne elettorali e rappresentato dai costosissimi spot pagati dalla Regione, è messo a dura prova. Diventando di quel rosso innaturale, smorto e inquietante che caratterizza la vegetazione (mal)trattata chimicamente».
Pericolo incendi Ma il pericolo sarebbe anche un altro: «Ci chiediamo anche se si sia pensato che questa scelta di utilizzare agenti chimici che rendono secca quell’erba, che è una barriera naturale fra ciglio della strada e bosco, non sia una miccia vera e propria per l’innesco doloso degli incendi».
Gli animali Ultimo, ma non ultimo tema, è che «sui cigli stradali, così come in ogni altra zona presa di mira dai diserbanti, vivono, transitano e si nutrono di quell’erba contaminata animali, che; ci pare superfluo ricordarlo, ma qualcuno pare lo ignori; hanno il diritto di vivere esattamente come gli esseri umani».

ciao e’ la prima volta che capito su questo sito ,ma voi non trattate anche problematiche di Geoingegneria ,in poche parole metalli pesanti che giornalmente vengono rilasciati nell’aria , dalle cosidette scie chimiche purtroppo e’ una realta’,basta guardare le velature che ogni giorno, si pongono davanti al sole. Il cielo azzurro e’ una rarita’. un saluto