Bosco foto F. Troccoli

di Marco Torricelli

Lo avevano promesso: «A seguito di una nostra inchiesta – denunciano Andrea Liberati di Italia Nostra e Giuseppe Rinaldi del Wwf – da Arpa Umbria spuntano informazioni di eccezionale gravità sulle così dette ‘deposizioni atmosferiche’. Terni è purtroppo una città da risanare pesantemente e non sarà alcuna temeraria retorica negazionista dei politici locali a smentirlo».

Le ‘deposizioni’ Si tratta, spiegano, di «rilevamenti effettuati a pochi centimetri dal suolo. Diversamente dal monitoraggio atmosferico, usualmente realizzato a circa 3 metri di altezza, riguardano anzitutto gli effetti dei microinquinanti sui bambini, ma anche su flora e fauna, con effetti decisi sull’ecosistema».

I DATI

«Dati mai emersi» Stando a questi dati sull’inquinamento, «mai emersi in precedenza – dicono Liberati e Rinaldi – il nichel è totalmente fuori controllo. Picchi anche 23 volte superiori rispetto a quanto previsto da normative europee, come accade a Prisciano; fino a 6 volte a Borgo Rivo; fino a 5 volte in centro, nella vecchia stazione di via Verga, ora dismessa». Ma non solo: «Le concentrazioni del nichel sono aumentate dal 2011 al 2013, arco temporale in cui sono stati effettuati i rilievi, specie a Prisciano, che nel maggio dell’anno corrente ha registrato oltre 350 µg/m2 contro i 15 µg/m2 imposti dalla normativa benchmark in Europa».

Primi in classifica Siamo probabilmente, dicono Wwf e Italia Nostra, «la prima città d’Italia per concentrazioni di nichel nelle deposizioni. L’intera Terni, borgo Rivo incluso, secondo questi clamorosi dati è interessata da un fenomeno pressoché sempre sopra il limite di precauzione, con differenze presuntivamente dovute solo alla distanza dagli impianti; c’è da chiedersi se la classe dirigente regionale, politica, industriale e sindacale, fosse già a conoscenza di queste informazioni. Ne comprenderà adesso la gravità?».

L’arsenico e il cromo In crescita, nell’aria ternana, «c’è anche l’arsenico: «L’Oms impone un limite non superiore a 4 µg/m2. A Prisciano si è passati da una media 0,7 nel 2011 (periodo ago-dic) all’1,6 del 2012 per finire con 4,9 µg/m2 nel 2013 (parziale). E il cromo? Siamo 450 volte sopra il dato di Perugia e 150 volte Gubbio, ma da noi il cromo è utilizzato nella produzione dell’inox, con picchi a Prisciano oltre i 2500 µg/m2.»

L’Ast Alla Tk-Ast, concludono Liberati e Rinaldi, «si ascrive pertanto la responsabilità di mettere subito in sicurezza gli impianti. Qualora non emergesse una chiara volontà e un cronoprogramma certo in merito, bene che il governo prenda atto e agisca, magari prima che sia l’Unione europea a intervenire. La politica ha il dovere di affrontare con la massima urgenza un tema drammatico e cruciale per il nostro futuro».

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