‘Defezione dell’ultim’ora’, ‘potenziale blitz di Ferragosto’. Le due espressioni si riferiscono all’assessore alla cultura Armillei (riguardo alla convenzione tra palazzo Spada e l’istituto Briccialdi), assente lo scorso 16 luglio quando era prevista la sua presenza in seconda commissione consiliare, e dal quale Marco Celestino Cecconi di FdI-An si aspetta la sorpresa estiva confezionata col benestare della giunta. Il timore del consigliere è quello di vedersi arrivare una delibera di giunta che non tenga conto del parere dell’assemblea consiliare.

Cecconi «La giunta non pensi di fare con il Briccialdi quello che ha fatto con il Caos, ovvero scippare il consiglio comunale della possibilità di discutere e decidere». Queste le parole del consigliere di Fratelli d’Italia che aggiunge: «Purtroppo, c’è motivo di ritenere che invece sia proprio quello che sta per accadere. Come è noto, tutte le criticità intervenute negli anni nell’attuazione della convenzione intercorrente tra il Comune e l’Istituto Briccialdi sono emerse clamorosamente, grazie alla ricognizione condotta in commissione a seguito di una nostra interrogazione del settembre scorso. Ora, tale convenzione è scaduta ormai da mesi. È già stata oggetto di una prima proroga. E a questa prima proroga ne è seguita una seconda che scadrà il 31 luglio prossimo».

Caos Il parallelo col bando del sistema museale del Caos, le cui criticità sono state esposte anche dal M5s, sorge spontaneo: «Cosa ci dobbiamo aspettare? – si chiede Cecconi – Una bella delibera di giunta di ferragosto con la quale – senza nessun passaggio in consiglio comunale, proprio come è accaduto con il bando del Caos qualcuno riscriverà le nuove regole a proprio piacimento?». Le stesse domande il consigliere le ha indirizzate alla giunta con un’interrogazione, ricordando che, appena nell’aprile scorso, il consiglio comunale ha approvato un atto di indirizzo «finalizzato anche ad evitare questo ‘scippo’. Ma, a quanto pare, – prosegue Cecconi – l’assessore Armillei non intende rinunciare al ‘vizietto’ delle decisioni assunte nelle segrete stanze, quando tutti sono un po’ troppo stanchi, distratti, accaldati o in vacanza, per occuparsi, in questo caso, di Briccialdi».

Briccialdi «Stando così le cose, – scrive il consigliere in una nota – innanzitutto ricordiamo ancora una volta all’assessore Armillei che, se fosse stato per la giunta, quello del Briccialdi avrebbe continuato ad essere nient’altro che un esempio di mala amministrazione, debiti sottaciuti, controlli mai fatti, rimborsi mai chiesti, sprechi, pasticci, ambiguità gestionali, inefficienze e via dicendo. Il passaggio in consiglio comunale – precisa inoltre – è doveroso per una questione, intanto, di etica politica, anche allo scopo di convincerci del fatto che dopo la bruttissima pagina del Caos per Armillei & C. la gestione dei servizi culturali, di varia natura, a Terni non continui ad essere solo ‘cosa nostra’, anzi cosa loro».

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