di Fabio Toni
Dopo un biennio, si sono svolte le elezioni per il rinnovo del consiglio dell’ordine degli avvocati di Terni. Al primo turno sono stati eletti gli avvocati Renato Chiaranti (storico presidente dell’ordine) e Laura Chiappelli (segretario uscente). Il ballottaggio si è così reso necessario per nominare gli altri tredici componenti del consiglio dell’ordine che sono gli avvocati: Enrico De Luca (136 voti), Giuliana Scorsoni (130), Marco Franceschini (128), Giovan Paolo Ruggeri (127), Emiliano Napoletti (122), Marco Proietti (111), Andrea Colacci (111), Arnaldo Giocondi (109), Francesco Emilio Standoli (101), Massimiliano Mattioli (100), Stefania Severi (99), Sandro Tomassini (83) e Francesca Abbati (82). Quest’ultima l’ha spuntata per un solo voto sull’avvocato Elisabetta Tiberi, prima dei non eletti con 81 voti. Un testa a testa per il quale si sono resi necessari diversi riconteggi delle schede, prima del verdetto definitivo. Al nuovo consiglio spetterà il compito di eleggere il presidente per il biennio 2012/2013.
Avvocatura in trincea Intanto gli avvocati ternani, al pari di molti altri colleghi delle altre province italiane, si preparano a disertare la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. L’ordine ha infatti indetto una conferenza stampa in cui verranno sottolineate le principali problematiche a livello nazionale, ma anche le carenze locali. In particolare quelle del tribunale di Terni, il cui organico è ridotto all’osso. Nel giro di poco tempo, due giudici dell’area civile sono stati chiamati a svolgere altre mansioni: Fabrizio Riga, passato alla corte d’appello di Roma, e Carmelo Barbieri, chiamato al ministero di giustizia per un incarico di governo. Il primo verrà sostituito ad aprile e per il momento l’unico magistrato a seguire il diritto del lavoro è Alfredo Rainone. Numeri risicati, tanto che Massimo Zanetti, presidente della sezione penale, si è dovuto occupare anche di diritto civile, seguendo in particolare gli sfratti. Le defezioni riguardano anche il personale della cancelleria, con diverse persone che sono andate in pensione, e la stessa procura.

