Il Comune di Terni starebbe preparando un bando pubblico da presentare entro l’estate per la sistemazione del teatro Verdi. Notizia che sicuramente interesserà anche la Fondazione Carit, che nei giorni scorsi, dopo aver approvato il bilancio in positivo si è detta disponibile ad inserirsi nel progetto di sistemazione dell’edificio storico. Ma a certe condizioni. E sull’argomento il Pd presenta un atto di indirizzo appena approvato dalla commissione, e Rinascita socialista esulta dopo la raccolta firme portata avanti dal candidato al consiglio regionale Andrea Fabbri.
La novità Dunque palazzo Spada starebbe in questi giorni confezionando un bando pubblico per trovare nuove partnership in vista dei lavori di sistemazione del teatro. Bando che sarà pubblico entro l’estate. E della partita dovrebbe a questo punto fare parte anche la Fondazione Carit, che nei giorni scorsi ha approvato il bilancio con un patrimonio stimato in circa 200 milioni di euro. La Fondazione ha fatto sapere al Comune che si rende disponibile a partecipare ai lavori per il Verdi, a condizione però che non si tratti di investimenti a fondo perduto. In altre parole, noi ci siamo ma vogliamo poi avere un ruolo nella gestione. Questi a grandi linee i termini della proposta in gioco. Proposta che ora sarà valutata anche in relazione al bando pubblico che il Comune sta preparando.
L’atto del Partito democratico «Il percorso iniziato per il recupero del teatro Verdi – si legge in una nota del Pd ternano – sta riscontrando positivi elementi e vede l’impegno del gruppo Pd per una conclusione positiva. La commissione consigliare preposta, con voto unanime, ha sancito gli indirizzi per la giunta stabilendo che, salvaguardando i lavori effettuati, si realizzi un teatro finalizzato alla programmazione artistica e possibilmente alla produzione con tecnologie avanzate, che prenda in considerazione la possibilità della realizzazione di un teatro all’italiana anche sulla base dell’originale progetto del Poletti o di altre forme finalizzate agli obiettivi indicati, con l’ipotesi gestionali e con servizi che garantiscano economicità. L’impostazione della Commissione va incontro alle esigenze segnalate dalla Fondazione Carit, che rappresenta un punto di riferimento determinante per la realizzazione del progetto».
Rinascita socialista «L’anno scorso – scrive Fabbri – si stavano ancora recuperando le forze dopo la grande raccolta firme finalizzata a dissuadere il consiglio comunale dall’approvazione di un progetto di restauro che non avrebbe portato a nulla se non a un ulteriore allungamento di tempi e tensioni cittadine. Oggi, finalmente, una buona notizia che, consentitemi, non posso non plaudire dopo tutti gli sforzi profusi per far capire che la strada giusta da intraprendere era ben altra. Ma attenzione: non confondiamo un punto di partenza con un punto di arrivo e facciamo tesoro degli errori del passato. Apriamo dunque un tavolo di confronto permanente con la città, acquisiamo le conoscenze necessarie e mettiamoci subito al lavoro. Come contributo offro i contatti già avviati con i tecnici del Comune di Rimini che stanno seguendo l’opera di ricostruzione del teatro Galli, gemello del Verdi. In un corposo scambio di mail l’ingegner Totti si è reso più volte disponibile sia a scendere a Terni per una conferenza per illustrare tutti i dettagli del progetto riminese, sia ad ospitare una delegazione ternana nel cantiere di Rimini».
