di Massimo Colonna
Piano di rientro economico da 11 milioni di euro da saldare in 5 anni. Questa la strategia che Palazzo Spada si appresta a mettere in campo. La cifra è il risultato dei debiti fuori bilancio (8 milioni) ai quali si somma il disequilibrio di parte corrente (3 milioni). Le cifre comunque non sono ancora definitive viste che qualche conteggio dovrà ancora essere portato a termine e aggiornato nei prossimi giorni. È quanto emerge dalla conferenza stampa di lunedì pomeriggio, convocata dal primo cittadino Leopoldo Di Girolamo. Accanto a lui quattro membri di giunta, vale a dire la quasi totalità dopo i recenti tagli all’organo politico, con l’assenza solo di Christia Falchetti Ballerani. La delibera è già stata elaborata e votata dall’esecutivo, ora l’atto passerà al vaglio del consiglio comunale e poi per l’ok definitivo dovranno esprimersi i tecnici del ministero di Economia e finanze (Mef) e la corte dei conti.
Le carte «Consideriamo questa manovra in maniera positiva – ha spiegato l’assessore al Bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi – perché ci permette di non accedere al fondo di rotazione ministeriale che avrebbe previsto aumento delle tasse e delle tariffe. Questo piano invece rappresenta una manovra più soft perché comunque permette anche di salvaguardare i piani di investimenti. In questi giorni abbiamo dato mandato a tutti i dirigenti di definire il quadro economico e ora possiamo intraprendere questa strada dopo che ovviamente sarà condivisa in consiglio comunale».
Come funziona Il piano ora, dopo l’approvazione in giunta, passerà al voto dell’assemblea di Palazzo Spada probabilmente nella seduta del 18 ottobre prossimo. Poi servirà l’ok della corte dei Conti e del ministero e se tutto andrà come nei piani di Palazzo Spada diventerà pienamente operativo nel marzo prossimo dando seguito così al piano che la stessa amministrazione nel frattempo stilerà. Nei piani i fondi saranno recuperati, come annunciato, con la vendita di quote delle partecipate, dei beni immobili e con la revisione della spesa pubblica. «Rivedremo le strutture delle aziende partecipate – ha spiegato D’Ubaldi – e metteremo mano al piano degli immobili pubblici. Su questo fronte nei prossimi giorni faremo il punto della situazione anche con un incontro organizzato qui in Comune. La nostra intenzione comunque è quella di non alzare il monte tasse e tariffe».
Questione All Food Accanto all’assessore Piacenti poi, oltre agli altri colleghi assessori, ecco anche una montagna di documenti contenuti dentro a scatoloni uno sopra l’altro. «Queste sono tutte le fatture – ha spiegato l’assessore – e le rendicontazioni relativi alla questione All Food, su cui qualche consigliere d’opposizione si è agitato molto in questi ultimi giorni. Si tratta di documenti nella piena disponibilità di chiunque voglia studiarli e di cui tra l’altro la stampa aveva parlato proprio nel marzo scorso». Piacenti dunque punta a mettere a tacere le polemiche nate dopo gli ultimi interventi dei consiglieri del Movimento Cinque Stelle e di Enrico Melasecche della lista ‘I Love Terni’ che avevano tirato in ballo una proposta di delibera che parlava proprio del debito del Comune con la All Food per circa un milione e 700 mila euro.
La Lega Nord Sulla presentazione del piano interviene la sezione ternana della Lega Nord. «In attesa di conoscere i dettagli di questo piano pluriennale di risanamento possiamo già anticipare il nostro ‘pieno pluriennale disappunto’ alle manovre anticipate dal sindaco. Si preannunciano 5 anni di tagli, rinunce, svendite, con un serio rischio di perdita di posti di lavoro in Asm, immobilismo per l’amministrazione e impossibilità di investimenti in qualsiasi direzione per mancanza di fondi. Dove sono i piani di rilancio? Cosa intende fare il sindaco in questi 5 anni? Svendere partecipate e beni immobili e incrociare le braccia? E come può pensare di prevedere un piano quinquennale, quando il suo mandato scadrà tra poco più di due anni? Pur avendone piena legittimità, Di Girolamo e la sua Giunta rischiano di compromettere tutte quelle che saranno le manovre della prossima amministrazione che, ci auguriamo, non sarà di centrosinistra. L’unica soluzione alla deriva della città sono le dimissioni immediate».
Forza Italia «L’elenco dei disastri è lungo – scrivono in una nota Daniele Marcelli, coordinatore provinciale Forza Italia Giovani Terni e Luca Proietti Scorsoni, vice coordinatore comunale – quanto una messa cantata. Strade disastrate, voragini, verde pubblico fuori controllo, attività commerciali in ginocchio, zero investimenti, partecipate allo sbando. All’improvviso sono venuti fuori anche 15 milioni di debito, di cui circa 8 addirittura fuori bilancio, che dovranno essere ripianati andando a pescare nelle tasche dei cittadini. E di chi altrimenti? Per rendere meglio l’idea: non vi arrabbiereste se scopriste di avere 300 euro di debito pro capite senza averlo creato? E così i vostri figli ed i vostri genitori. Questo è successo e per tale motivo abbiamo protestato sotto Palazzo Spada. C’era tutto il centrodestra, alcune liste civiche, zero grillini».
Movimento Cinque Stelle E sulla ipotesi di vendita di quote di Asm, che potrebbe rientrare nel piano pluriennale, interviene Thomas De Luca, consigliere del Movimento Cinque Stelle. «Nel corso della terza commissione abbiamo avuto le nostre conferme: il piano di privatizzazione di Asm annunciato dal sindaco rischia di mandare a casa 60 lavoratori. Il settore idrico rischia di andare in fumo, businness unit che costituisce il 15 per cento dell’interno fatturato dell’azienda. Se infatti dovesse essere confermata la volontà di privatizzare anche una quota minoritaria della municipalizzata le irregolarità nella gestione del servizio idrico diverrebbero insanabili. Non permetteremo che il Pd fugga dai propri disastri offrendo in cambio la pelle dei lavoratori, privatizzano per tappare il buco e per salvarsi dal peccato originale. L’unica soluzione è quella di trasformare Asm in un’azienda in house, ovvero soggetta a un controllo analogo da parte dell’amministrazione a quello esercitato sui propri uffici».
@tulhaidetto
