di M. To.
Grandi novità, no. Qualche numero interessante, sì. L’incontro convocato dal sindaco, Leopoldo Di Girolamo, con l’assessore all’ambiente, Luigi Bencivenga e il presidente di Asm, Carlo Ottone, «per fare il punto sulle iniziative relative alle politiche ambientali», è servito soprattutto a conoscere un po’ di numeri.
Il sindaco Perché, dice Di Girolamo, «su queste questioni ci sono stati molti interventi e anche molte polemiche». A cominciare dalla questione ‘ aria’, che, secondo il sindaco «è accettabile, se facciamo riferimento agli agenti inquinanti in generale, mentre lo è molto meno in riferimento alle polveri. Ma il nuovo sistema di monitoraggio ci permette di avere un quadro più chiaro della situazione e di programmare interventi più efficaci».
Il traffico Resta la certezza che l’imputato numero uno sia «il traffico, che incide per circa il 45% sull’inquinamento – dice il sindaco – mentre le emissioni industriali e domestiche si dividono a metà il restante 60%». Tanto che l’assessore Bencivenga spiega che «ogni giorno di ‘targhe alterne’ abbassa di cento chili il valore delle polveri sottili nell’aria». E presto «entreranno in funzione i touch screen pubblici, attraverso i quali i cittadini potranno verificare di persona la situazione».
Le ‘bretelle’ Due interventi che potrebbero rivelarsi decisivi, per il volume di traffico – soprattutto pesante – che sarebbe risparmiato alla città, sono le due ‘bretelle’ di collegamento – quella tra il parcheggio merci della Tk-Ast e il la Terni-Rieti e quella tra Maratta e Gabelletta: «Per fare la prima ci vuole circa un milione e mezzo di euro e abbiamo chiesto – spiega Bencivenga – di inserire l’opera nella programmazione regionale», mentre la seconda «è stata tracciata ed il percorso ‘sterrato’ è predisposto – dice il sindaco – ma la carenza di fondi ci impedisce di proseguire con i lavori».
Le bonifiche Le aree ex Papigno ed ex Gruber, dice Bencivenga, «hanno caratteristiche diverse: alla Gruber sono stati completati i campionament del terreno e delle falde, che hanno dato risultati molti incoraggianti, tanto che abbiamo chiesto al governo di escluderla da quelle inserite tra i siti di interesse nazionale». Secondo l’assessore «per la bonifica sarà sufficiente l’asportazione di una parte superficiale dei terreni».
Papigno Quanto a Papigno «53 ettari di terreno sono stati già bonificati ed entro breve tempo saremo in grado di proporre un progetto di fitodepurazione per la parte restante». La grande ‘sala Claude’ – che si sviluppa su circa mille metri quadrati, che in origine ospitava macchinari e che sarà destinata ad uso pubblico – «è stata completamente bonificata dall’amianto».
L’Asm Qualche numero lo mette a disposizione anche il presidente di Asm, Carlo Ottone: «Ogni ternano – spiega – produce 416 chili di rifiuti all’anno, tanto che nel 2013 ne sono state prodotte circa 67mila tonnellate, il 9% in meno dell’anno precedente». Circa 30mila «sono state frutto della raccolta differenziata, che si è attestata al 45%, mentre in centro si è raggiunto il 78% ».
La plastica La scelta di installare le tre fontanelle per l’acqua pubblica «dalle quali sono stati prelevati un milione e 267mila litri di acqua», ha permesso di evitare che tra i rifiuti «finissero 844mila bottiglie di plastica» e questo, dice Di Girolamo, «insieme alle misure di recupero messe in cantiere insieme ad aziende private ed a quelle per incentivare l’uso dei pannolini lavabili per bambini, ha permesso di ottenere risultati interessanti».
No alla termovalorizzazione Confermata la scelta, «peraltro estesa a tutto l’ambito territoriale integrato (l’Ati 4; ndr), del rifiuto della termovalorizzazione – ripete il sindaco – e nel mese di febbraio, di concerto con la Provincia, daremo il via ad un autentico ‘patto ambiente e salute’, nel quale, con la collaborazione degli ordini professionali e delle associazioni ambientaliste, tracceremo la rotta per raggiungere nel più breve tempo possibile l’obiettivo della chiusura virtuosa del ciclo dei rifiuti».
