Il progetto si chiama ‘Renè M’Begel: lotta alla desertificazione 2’ ed è finalizzato ad offrire, a popoli svantaggiati, condizioni di vita migliori tramite la costruzione di pozzi dai quali attingere quell’acqua che rappresenta la più grande ricchezza.
Il progetto Nato dalla collaborazione tra l’Arci di Terni e l’associazione ‘Radici d’amore’, con il supporto della Regione e del Comune di Terni, il progetto vede volontariato, associazionismo e istituzioni, uniti per uno scopo umanitario comune: intervenire sul contrasto dell’avanzamento del deserto del Sahara. Dopo il primo pozzo, «realizzato nel villaggio di Tattaguine, situato a 120 chilometri da Dahar, capitale del Senegal – è stato detto lunedì mattina durante la presentazione dell’iniziativa – la prima fase del progetto si è conclusa, a luglio 2012, con la costruzione di due pozzi nei villaggi di Pethie Bourè e M’Bel Mèwe. 15 i pozzi che sono già stati realizzati.
Il futuro Ma le intenzioni di chi lavora all’iniziativa ‘Terni per il Senegal”, hanno spiegato Francesco Camuffo, presidente dell’Arci e Libera Ceccarelli, presidente di ‘Radici d’amore’, «è quella di continuare il percorso iniziato e di prodigarsi per questo scopo, con il progetto che è stato avviato nella seconda metà di agosto di questo anno e terminerà ad agosto 2014, permettendo a donne di evitare chilometri a piedi per il reperimento dell’acqua per i bisogni primari della famiglia e di dare ai bambini un’infanzia meno disagiata».
Il Comune Poter contare su un posso d’acqua nel villaggio, dice l’assessore alla cooperazione internazionale, Silvano Ricci, «rappresenta la differenza tra vivere in condizioni di vita accettabili o condizioni durissime . Permette inoltre di costruire piccole reti di irrigazione, garantendo sussistenza rurale, acqua da bere, pulizia e igiene personale e restituisce il diritto all’infanzia per i bambini».
