La messa (Foto E. valentini)

di M. To.

Un messaggio forte, quello che è risuonato domenica nel Duomo di Terni, in memoria di Giovanni Paolo II, le cui reliquie sono state oggetto di un pellegrinaggio ininterrotto nei giorni in cui sono state esposte nelle chiese della diocesi di Terni, Narni e Amelia in occasione dell’anniversario della morte di Giunio Tinarelli.

La concelebrazione La conclusione delle cerimonie è stata resa ancor più solenne dalla presenza di monsignor Gualtiero Bassetti arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e prossimo cardinale che ha presieduto la concelebrazione nella cattedrale di Terni con il vescovo Ernesto Vecchi, i sacerdoti della diocesi e alla presenza del prefetto Gianfelice Bellesini, del sindaco Leopoldo Di Girolamo, del vice presidente della Provincia Vittorio Piacenti D’Ubaldi e delle autorità militari.

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Monsignor Bassetti «Una celebrazione così importante e significativa – ha detto monsignor Bassetti nell’omelia – in cui vengono portate alla nostra attenzione due figure di uomini e di cristiani esemplari: il beato Giovanni Paolo II e il venerabile Giunio Tinarelli, che hanno saputo seguire Cristo nella quotidianità della vita, fino all’estrema immolazione sull’altare della sofferenza. Due figure estremamente diverse, ma, nella sostanza, fondamentalmente uguali: entrambi uomini che hanno vissuto in pienezza la fede cristiana e hanno lavato le loro vesti nel sangue dell’Agnello, cioè hanno partecipato in modo tutto speciale alla passione del Signore».

La reliquia Il ricordo del grande Papa, il beato Giovanni Paolo II, «ci viene offerto dal passaggio in diocesi di una sua reliquia – ha detto ancora monsignor Bassetti – un grumo di sangue, prelevato in uno dei suoi tanti ricoveri ospedalieri. La vita di papa Wojtyla è ancora nel ricordo di tutti noi e, possiamo dire, tutta le sua vita è stata un autentico calvario. Anche da Papa nessuna umiliazione gli è stata risparmiata, fino al tragico attentato in piazza San Pietro, dal quale si salvò solo per miracolo: era il 13 maggio 1981. Appena qualche mese prima il 19 marzo 1981 fu pellegrino a Terni. Aveva scelto la data della festa di San Giuseppe, umile lavoratore e padre putativo di Gesù, per venire a visitare ed incontrare gli operai delle Acciaierie. Fu una giornata memorabile».

Monsignor Vecchi Nella mattinata di domenica, invece, è stata celebrata una messa commemorativa dal vescovo Ernesto Vecchi, che ha ricordato anche lui la figura di Giunio Tinarelli: «Dobbiamo questa iniziativa all’Unitalsi, che ha voluto ricordare il suo fondatore, il venerabile Giunio Tinarelli, deceduto all’età di 44 anni, dopo averne trascorsi 18 nella totale immobilità e tra sofferenze inaudite. Un laico ternano esemplare, autentico gioiello del nostro prezioso tesoro di santità diocesana. Giunio, nella sua vita, ha espresso non pochi aspetti della testimonianza di fede che ritroviamo nel beato Papa Giovanni Paolo II, tra i quali ne emergono tre: la condizione operaia; lo zelo apostolico; l’eroica partecipazione alla Croce di Cristo».

La targa Dopo la celebrazione è seguita la cerimonia di inaugurazione della targa presso la mensa aziendale dell’Acciaieria a ricordo di quel 19 marzo 1981 quando il Papa Giovanni Paolo II pranzò in mensa con gli operai.

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