di Marco Torricelli
Uno strappo. Che forse non sarà facilissimo rattoppare. La Confcommercio ha deciso di ritirare «il pacchetto di proposte presentato al Comitato interassociativo messo in piedi dalla Camera di commercio, e si riserva di rilanciare autonomamente o all’interno di altre sedi di coordinamento i temi in discussione».
La polemica L’associazione lamenta, ma soprattutto «rifiuta» quello che definisce «il diffuso sentimento di accettazione passiva della crisi», per reagire alla quale, ricorda, «nel novembre scorso si è fatta promotrice di una iniziativa di sollecito delle istituzioni locali», con un «pacchetto di 23 proposte concrete per dare risposte alle imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dell’artigianato». Confcommercio, che «ha ritenuto corretto condividere con le altre associazioni di categoria l’iniziativa» e che da atto della «disponibilità dimostrata dal sindaco Di Girolamo», denuncia che «il confronto, dopo tutti questi mesi trascorsi, non riesce a pervenire a risposte concrete». Ad essere in discussione sembra essere l’eccessivo attendismo del comitato interassociativo – il telefono del presidente, Adriano Padiglioni, ha squillato a lungo a vuoto – e, forse, il suo stesso ruolo.
Il presidente Ivano Rulli, presidente di Confcommercio, spiega: «Non possiamo più sopportare che il tempo passi inutilmente e non si riesca a sfruttare la disponibilità espressa dal comune per mettere in piedi un’iniziativa comune. Siccome siamo convinti che non sia di facciata, abbiamo chiesto più volte di accelerare – per esempio su Tarsu e Ztl – ma non abbiamo avuto riscontri incoraggianti. Al punto che questa nostra decisione ci è sembrata doverosa nei confronti dei nostri associati, che anche recentemente hanno dato vita a manifestazioni di dimensioni importanti»
Le reazioni Italo Federici, presidente di Confartigianato, dice subito di non essere d’accordo: «Per me l’interassociativo funziona bene e sono del parere che se andiamo avanti ognuno per conto nostro, sarà più difficile ottenere dei risultati», ma concede che «ci possono essere delle problematicità». La soluzione, secondo lui, «non può essere quella di fare da soli. Si doveva stilare un calendario di incontri, ma tutti insieme». Giuseppe Flamini, presidente di Confartigianato, invece, spiega che «il comitato interassociativo, lo avevamo già denunciato anche noi, non sta assolvendo al suo ruolo, tanto che all’ultima riunione non ci siamo nemmeno presentati e non trovo nulla di strano nella decisione di Confcommercio, con la quale continueremo a collaborare come sempre, visto che gli obiettivi erano e restano comuni».
La convocazione A stretto giro arriva la risposta del comune, che fa sapere che, già in mattinata, aveva inviato l’invito, alle associazioni, per un incontro dedicato. Il sindaco Di Girolamo spiega che «nella fase di definizione del bilancio si ritiene utile aprire un confronto con le parti sociali e le associazioni di categoria, per concordare tutte le azioni possibili al fine di migliorare le opportunità della città di uscire quanto prima dal contesto di difficoltà che la crisi sta imponendo». E invita «giovedì 21 febbraio, i rappresentanti della Camera di commercio, delle associazioni di categoria dell’industria, dell’artigianato, del commercio, dell’agricoltura e del settore delle cooperative» a palazzo Spada. Stesso invito, poi, viene replicato «per martedì 5 marzo, con i rappresentanti dei sindacati».
