La questione della sicurezza cittadina è una tematica quanto mai attuale, che stimola sempre più il dibattito pubblico. Si parlerà della percezione che ne hanno i cittadini in un convegno in programma giovedì 25 giugno alle ore 17 a Collerolletta, nell’ambito del meeting Uil.
Gli interventi A fare considerazioni rispetto al sondaggio svolto a giugno su 400 residenti di Terni, saranno personalità che quotidianamente affrontano la questione sicurezza: il senatore Gianpiero Bocci, sottosegretario del Ministero degli Interni, Carmelo Barbagallo, segretario generale Uil, Gianfelice Bellesini, prefetto di Terni e Carmine Belfiore, questore di Terni, coordinati da Antonio Passaro, capo ufficio stampa della Uil nazionale.
Il sondaggio Il dibattito avrà uno stimolo basato su un’indagine curata dal sociologo Ugo Carlone dell’Università di Perugia, intitolata La paura sostenibile. Una ricerca di base per discutere dell’insicurezza a Terni. La ricerca si basa su un questionario online e su interviste realizzato nel mese di giugno da 400 residenti a Terni, con un campione non rappresentativo, ma ideale per creare uno spunto di riflessione e indicare delle tendenze.
Donne e meno istruiti i più insicuri Nel complesso, la questione insicurezza è sentita molto di più dalle donne che dagli uomini; di meno dai giovani rispetto agli adulti e soprattutto agli anziani; di più da chi abita in centro; ancora di più da chi è meno istruito e che associa più spesso l’insicurezza alla presenza di stranieri. Proprio la variabile istruzione è quella che più incide sulla percezione dell’insicurezza, ma in linea generale, più aumenta la ‘non conoscenza’ e più cresce l’insicurezza: ciò che fa più paura è il ‘lontano’ rispetto al ‘vicino’, con riferimento alla zona in cui si vive, e il presente rispetto al passato, proprio perché quest’ultimo è noto.
Percezione più forte della realtà La percezione di insicurezza è più alta di quanto sia possibile desumere dai comportamenti concreti: si dichiara paura, magari si cambiano strade e ci si sente influenzati, ma poi non ci si barrica in casa, assicurazioni, antifurto e vigilanza privata sono poco diffusi, non si arriva mai alla situazione estrema di andarsene dalla zona in cui si abita perché la vita è divenuta insostenibile: con il pensiero si dimostra più paura di quanto non emerga dai comportamenti concreti che si adottano; a loro volta, con i comportamenti concreti si dimostra più paura dell’effettiva realtà.
Reati in calo ma aumento insicurezza Nonostante i dati ufficiali dimostrino che i reati sono diminuiti, ad essere percepito è un aumento della criminalità. Quasi la metà del campione ritiene che la criminalità, nella zona in cui vive, sia maggiore di un anno fa (soprattutto tra le donne e i meno istruiti); quasi il 40% che sia la stessa. Quasi l’80%, invece, ritiene che, nell’intera città di Terni la criminalità sia superiore a un anno fa e anche a dieci anni fa; sempre l’80% ritiene che la criminalità in Italia sia in aumento rispetto a un anno fa. Le cause di tale aumento sono, secondo gli intervistati, soprattutto la presenza di stranieri (in misura maggiore per i più anziani e per chi ha livelli di istruzione più bassi) e la crisi economica (entrambe indicate da circa il 30% degli intervistati). Meno indicate la scarsa presenza delle forze dell’ordine e l’attività insufficiente dell’amministrazione comunale.
Percezione della sicurezza a Terni Il 30% del campione si sente poco sicuro camminando da solo per strada al buio nella zona dove vive, il 20% per niente sicuro (soprattutto le donne e i meno istruiti; si sentono più sicuri i giovani). Tuttavia, quasi il 65% si sente sicuro a casa da solo quando fuori è buio. La metà del campione ritiene che la zona in cui abita sia abbastanza a rischio criminalità e il 10% che lo sia molto (opinione che cresce al crescere dell’età; si sente appena più a rischio anche chi abita in centro). Il 45% pensa che Terni sia una città abbastanza a rischio criminalità, quasi il 40% che lo sia molto (di nuovo, opinione che cresce al crescere dell’età e anche tra chi possiede un titolo di studio più basso).
I comportamenti dei cittadini Quanto ai comportamenti adottati, quasi la metà del campione si dichiara abbastanza o molto influenzata dalla paura della criminalità nelle abitudini quotidiane (soprattutto le donne; l’influenza cresce al crescere dell’età). Il 70% si tiene lontano da certe strade o evita determinate persone per motivi di sicurezza (soprattutto le donne e i meno istruiti). Circa il 65% del campione ha una porta blindata, il 50% chiede ai vicini di controllare quando si assenta per qualche giorno e il 40% lascia le luci accese quando esce. Praticamente nessuno porta con sé qualcosa per difendersi in caso di pericolo. Solo il 15% è collegato ad una vigilanza privata, il 20% possiede un’assicurazione contro i furti, il 25% è dotato di allarme e il 30% è dotato di luci esterne con accensione automatica. A nessuno è capitato di cambiare casa perché si sentiva a rischio nella zona in cui abita.
Violenza e furto molto temuti I reati che più preoccupano sono la violenza sessuale (per le donne) e, nell’ordine, il furto in abitazione (soprattutto per i meno istruiti), lo scippo/borseggio (le donne in larghissima maggioranza e chi abita in centro), l’aggressione/rapina e il furto dell’automobile. La maggioranza degli intervistati pensa che la presenza di stranieri faccia aumentare la criminalità a Terni (percentuale che aumenta tra i meno istruiti e diminuisce tra i giovani); per il 20% né aumentare, né diminuire. Per la metà del campione gli stranieri commettono più reati degli italiani (percentuale che aumenta tra i meno istruiti e diminuisce tra i giovani); per il 40% né più né meno.
