di Ilaria Alleva
La desertificazione commerciale a Terni continua. Solo nell’ultima settimana sono state annunciate le chiusure di ben tre esercizi commerciali del centro storico.
New Sinfony Lo storico negozio di musica chiude i battenti dopo 40 anni, ma in questo caso il motivo non ha nulla a che fare con la crisi economica: «Ce ne andiamo in pensione, abbiamo l’età per poterlo fare e la voglia di riposarci, oltre al diritto a goderci un pochino la nostra vita» dichiara Nicoletta Luzzi, la titolare, a Umbria24. Abbiamo chiesto se ci fosse l’intenzione di lasciare il locale a una terza persona, ma in questo caso non è possibile: «Questo non è un normale negozio, non possiamo semplicemente cedere la licenza, dipende dal fatto che le agenzie scelgano o meno di appoggiarsi a un’attività simile. Inoltre credo che nessuno in questo momento avrebbe l’intenzione di investire nella galleria del corso: tutte le vetrine sono vuote, i negozi sfitti, è uno schifo».
La Chouette Un’altra pietra miliare del commercio ternano se ne va, stavolta lasciando una vetrina sfitta in viale della stazione: la proprietaria de La Chouette, negozio di intimo tra i più raffinati a Terni, ha spiegato che l’attività anche in questo caso cessa per sopraggiunti limiti di età e per problemi familiari. Su alcuni gruppi social in molti si sono detti dispiaciuti e amareggiati per quello che sta succedendo al commercio ternano. Ma la preoccupazione è anche un’altra: se prima c’era chi rilevava i negozi, ora quel tipo di commercio non fa più gola perché sembra essere troppo rischioso. Ne è la testimonianza la vicenda di Toasty.
Toasty Non solo locali storici, ma anche attività di ristorazione relativamente giovani che non ce la fanno: è il caso di Toasty, la panineria di via Roma. I titolari hanno pubblicato un messaggio di addio sui social dell’attività: «Purtroppo siamo giunti al termine del nostro percorso, con tanto dispiacere, fatto di salite e discese ma costellato di tantissime soddisfazioni, che porteremo sempre con noi. Ci ricorderemo di ognuno di voi. Dei toast tagliati a metà di venerdì sera. Del tanto bacon in più. Dei toast completamente inventati con ingredienti a caso. Del “Romantici” senza insalata e pomodori. Di tutti i celiaci che ci hanno scelto riponendo fiducia nel nostro lavoro. Delle insalate ruspanti con hamburger e abbondante salsa yogurt. Delle centinaia di insalate ruspanti con doppio pane tostato. Di tutti gli “sporcaccioni” senza maionese. Di tutti i cani che sono diventati nostri clienti e per cui era sempre pronto un biscotto. A 26 anni abbiamo fatto la scelta di investire nella città in cui siamo nati e cresciuti. Ci abbiamo creduto, abbiamo lavorato e abbiamo sempre cercato di migliorarci nel corso di questi anni. Purtroppo non è bastato. Non vogliamo scadere nel solito discorso e addossare la colpa alla crisi. Forse non eravamo pronti noi, forse non era pronta la città, forse non era giusto il prodotto o forse non era giusto il periodo. L’unica cosa di cui siamo certi è che ci mancherete tutti».
