di Marco Torricelli
Anonima. Ma è tutto regolare. Cioè, è regolare la definizione, ma secondo Italia Nostra «appare davvero singolare che, nell’intera Umbria, non un solo amministratore abbia formalmente preteso di sapere chi vi sia dietro la società anonima lussemburghese Opm Holding SA, titolare del 40% pacchetto azionario della Espandy S.p.A., impresa nota soprattutto per la volontà di insediare nella verde Valnerina una centrale elettrica che brucerebbe olio vegetale contro il volere dei residenti e contro il buonsenso».
La centrale La storia è ormai nota: una centrale da 930 Kilowatt potrebbe sorgere a poche decine di metri dal parco fluviale del Nera e a un paio di chilometri dalla Cascata delle Marmore, in un’area a forte vocazione turistica e nota per le sue qualità ambientali. Un progetto al quale si oppone il comitato ‘Salviamo la Valnerina’, che ha dato vita a diverse manifestazioni di protesta: «Forse se queste iniziative fossero partite due anni fa – ha recentemente dichiarato l’assessore provinciale, Fabrizio Bellini – forse oggi non saremmo a questo punto».
Prassi opaca Già, due anni fa. Infatti Italia Nostra afferma che, già da allora, «avrebbe dovuto suscitare ben più di un interrogativo il fatto che un soggetto di diritto lussemburghese decidesse di individuare proprio un nostro territorio pregiatissimo per un’operazione speculativa di tal genere, senza che tuttavia se ne conoscano i misteriosi protagonisti». Perché, dice Andrea Liberati, presidente dell’associazione, «si accetta una prassi così opaca? Chi si nasconde dietro la società anonima del Granducato? Chi ha concretamente messo 240 mila euro, la loro quota azionaria, per questo progetto?». Forse basterà chiederlo agli gli altri azionisti locali della Espandy, titolari del 60% del pacchetto azionario. I cui nomi e cognomi sono noti: è stata sufficiente una semplice visura camerale.
Gli interrogativi Tanto più, insiste Liberati, «considerando che la Opm Holding è stata costituita solo nel luglio 2010, qualche mese prima che Espandy ottenesse la Dia dal Comune di Arrone». Italia Nostra, è la promessa, «unitamente ad alcuni residenti, farà pressioni sulle autorità nazionali e internazionali per ottenere tutte le informazioni possibili su di essa: necessariamente dovrà possedere forti competenze ed esperienze in un settore così delicato, come pure gli altri azionisti italiani».
La manifestazione Quello della centrale a biomasse di Arrone sarà uno dei temi al centro della manifestazione regionale alla quale gli ambientalisti daranno vita, sabato pomeriggio, a Terni ed alla quale ha annunciato la propria adesione anche il Movimento 5 stelle, secondo il quale sarebbe «foriero di dubbi e sospetti, e ne chiediamo conto anche alla presidente della Regione, Marini, il fatto che l’attuale assessore regionale all’ambiente Silvano Rometti, di cui sono già state chieste le dimissioni, continui a ricoprire l’incarico malgrado il suo personale conflitto di interessi». Allo stesso modo, insistono, «chiediamo la sospensione del direttore dell’Arpa di Terni fin quando non siano chiarite le sue responsabilità oggi oggetto di indagini giudiziarie».
