Celebrazioni per San Valentino

di Massimo Colonna e Chiara Fabrizi

«In questa città ho spesso la sgradevole percezione che il confronto non sia leale. Anche la stessa vicenda della traslazione temporanea della reliquia di San Valentino è stata una sceneggiata orchestrata ad arte da burattinai rimasti nell’ombra». È un’omelia durissima quella pronunciata domenica mattina dal vescovo di Terni, padre Giuseppe Piemontese, che in cattedrale ha officiato il solenne pontificale di San Valentino, patrono di Terni e degli innamorati.

Celebrazioni in cattedrale: fotogallery
L’arrivo dei fedeli: video
Vescovo: «Opera di burattinai»

Vescovo: «Protesta opera di burattinai» Sulla celebrazione pesa come un macigno la rivolta dei fedeli della basilica dedicata al santo che venerdì sera, smentendo ogni previsione, hanno circondato coi banchi della chiesa l’urna e impedito lo spostamento della reliquia in cattedrale. «La decisione – ha affermato il vescovo Piemontese – era stata presa dopo ampia consultazione e generale consenso non solo di sacerdoti e diaconi, di diversi gruppi e aggregazioni laicali e degli organismi di partecipazione ecclesiali diocesani, ma anche di enti e istituzioni civili. Gli unici, che hanno opposto un muro di dinieghi senza argomentazioni, è stato il consiglio pastorale di San Valentino. La raccolte di firme, carpite con informazioni non veritiere e diffusione di notizie fuorvianti (ne ho le prove), non può essere argomento decisivo. L’epilogo è stata una sceneggiata orchestrata ad arte da burattinai rimasti all’ombra, di un gruppo di persone vocianti, resistenti ad ogni dialogo e prodighi di insulti e invettive».

La protesta dei fedeli: video
Bloccata traslazione: fotogallery

Terni celebra San Valentino Parole pesantissime pronunciate di fronte ad alcune centinaia di fedeli accorsi in cattedrale per partecipare alle celebrazioni e stringersi intorno al proprio vescovo, così come aveva esortato sabato pomeriggio la Conferenza episcopale dell’Umbria. Ma il tiro di padre Piementose è un tentativo più ampio di scuotere le coscienze della comunità di Terni non soltanto religiosa, ma anche civile rappresentata in duomo dalle massime autorità istituzionali. Ai primi banchi siedono tra gli altri la presidente Catiuscia Marini e il vice Fabio Paparelli, il sindaco Leopoldo Di Girolamo, la vicepresidente della Camera dei deputati, Marina Sereni, il prefetto Angela Pagliuca.

Confronti sleali e zero progetti alternativi «Nel breve tempo di permanenza in questo territorio devo confessare che faccio fatica a comprendere la causa vera che impedisce a Terni di emergere dalla bassa pressione in cui si trova. In diverse occasioni ho avuto la sgradevole percezione che le vere ragioni del pensiero di alcuni non siano palesate all’interlocutore, bensì fatte circolare in maniera sotterranea, trincerandosi dietro il si dice, seminando informazioni tendenziose ad arte come chi colpisce ai fianchi, per demolire l’avversario, senza l’intenzione di confrontarsi lealmente con argomenti veri». E poi: «La battaglia per le Acciaierie, pur denotando una compattezza della città verso il proprio gioiello, non ha portato alla convinzione che si è trattato di un ulteriore campanello d’allarme, non dimentichiamo che questa provincia ternana è quella che in Italia ha registrato l’aumento più alto della cassa integrazione. Né si è avviato nel contempo la riflessione su progetti alternativi, manca un vero dibattito corale culturale e politico sul futuro, che non sia solo di parte e a breve gittata».

La sollecitazione al cambio di passo L’esortazione alle istituzioni e alle forze attive è conseguente: «Il prossimo rinnovo degli organismi statutari di importanti istituzioni della città (Fondazione Carit, ndr) è una opportunità da cogliere per unire le forze e promuovere una opportuna verifica e confronto su come valorizzare il patrimonio di persone, di esperienze e di sostanze della collettività intera, ricercando punti di incontro e convergenze per individuare e promuovere in maniera disinteressata il bene del territorio. Mi auguro che ognuno si adoperi a cercare e promuovere ciò che unisce e a rigettare ciò che divide».

Diocesi tra difficoltà e vicende giudiziarie Inevitabile un riferimento alle criticità finanziarie della diocesi e alle vicende giudiziarie: «Da parte nostra stiamo ancora vivendo il delicato momento di passaggio, di “esodo” che si cerca di affrontare con umiltà e coraggio. Non rinneghiamo il bene compiuto nel passato, né perdiamo tempo alla ricerca di capri espiatori di errori del passato, che pure ci sono stati. Cogliendo l’occasione dell’anno santo credo sia opportuno sottoporre alla misericordia del Signore errori o peccati del passato e anche del presente, per i quali si intende chiedere perdono a quanti si fossero sentiti offesi. I recenti pronunciamenti della magistratura, che hanno riconosciuto l’estraneità di prelati della diocesi in relazione a reati ipotizzati, ci hanno riempito di gioia, e siamo in attesa della completa soddisfazione e conclusione della vicenda».

Il messaggio di San Valentino è sicuramente importante per imboccare il percorso indicato dal vescovo e compiere quel cambio di passo sollecitato e di cui in molti a Terni sentono la necessità: «Valentino esercitava il suo ministero in una comunità che composta perlopiù da pagani, credenti nell’olimpo romano e da pochi discepoli di Cristo. Se a questi rivolgeva le sue premure principali, non trascurava le relazioni con tutti gli altri. Oggi, nella nostra società molto più fieramente pluralista, la festa del nostro patrono offre, ancora una volta, l’opportunità di richiamarci ai principi del rispetto reciproco, del dialogo, del rispetto dei ruoli, della cooperazione per la promozione del bene comune e della pace. Ma nello stesso tempo vogliamo riscoprire valori e tradizioni della nostra comunità cittadina che risalgono a san Valentino e che si sono conservati resistendo all’usura dei secoli. È una scommessa difficile e ardita, ma forse da tutti desiderata: il riconoscimento della diversità in ogni campo e la custodia e affermazione creativa dei valori, patrimonio secolare di fede della nostra gente; il rispetto delle regole della democrazia e l’attenzione dovuta ad ogni uomo o donna e ad ogni minoranza civile, religiosa e sociale».

Twitter @tulhaidetto e @chilodice

 

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2 replies on “Terni celebra San Valentino, vescovo durissimo per la protesta: «Sceneggiata opera di burattinai»”

  1. San Valentino è la chiesa che ospita le esequie del Santo, per me è di cattivo gusto e anche fuori luogo spostarne i resti proprio nel giorno del festeggiamento, hanno illuminato la statua esterna e poi tolgono il Santo dalla chiesa…insensato.

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