L'area di Cospea

di M. To.

La loro protesta ha ottenuto un primo risultato, visto che il Comune di Terni si è impegnato a ‘studiare meglio’ il progetto relativo al cavalcavia di Cospea. Ma al comitato che si oppone a quell’opera non è andato giù che lunedì scorso, il consiglio comunale non abbia preso in esame il problema.

Consiglio non valido «Il presidente del consiglio comunale – dice il presidente del comitato, Moreno Castellucci – ha dichiarato la seduta non valida, ma la data di riferimento per la decorrenza della sospensione dell’attività deliberativa del consiglio, per l’ordinaria amministrazione, individuata dal presidente, supportato dal segretario generale, non convince». E cita anche il «dettato normativo».

Le norme «L’articolo 18 del procedimento elettorale – spiega Castellucci – recita: ‘Il prefetto, d’intesa col presidente della corte d’appello, fissa la data della elezione per ciascun comune e la partecipa al sindaco, il quale, con manifesto da pubblicarsi quarantacinque giorni prima di tale data, ne da avviso agli elettori, indicando il giorno ed il luogo della riunione’. Mentre l’articolo 38  del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli anti locali dice che ‘i consigli durano in carica sino all’elezione dei nuovi, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti e improrogabili’.

I tempi Secondo il comitato, insomma, «appare evidente che il termine per la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali – coincidente con la pubblicazione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali da parte del sindaco – è fissato nel quarantacinquesimo giorno antecedente la data delle elezioni. Risulterebbe altrimenti incomprensibile la difformità temporale di decretazione delle varie prefetture che porrebbe su piani diversi le Amministrazioni comunali come, ad esempio in Umbria, il decreto della prefettura di Perugia datato 26 marzo e di quella di Terni è datato 28 marzo».

Gli altri Comuni Il fatto strano, sottolinea ancora il comitato ‘No cavalcavia’, è che le sedute del consiglio comunale dei Comuni di Perugia, Firenze, Bologna, tanto per citarne alcune, convocate per il 31 marzo si sono svolte regolarmente ed i consiglieri hanno deliberato sui punti iscritti all’ordine del giorno non aventi carattere d’urgenza. Oltretutto non è escluso che gli stessi Consigli Comunali continueranno la loro regolare attività deliberativa sino al 10 aprile».

Cittadini penalizzati Al presidente Moreno Castellucci, quindi, «la scelta effettuata dall’amministrazione comunale di Terni, risulta incomprensibile e lesiva per i cittadini ternani, i quali subirebbero ingiustificatamente una riduzione dell’attività amministrativa a causa dell’estensione della sospensione dell’attività del consiglio comunale di Terni, rispetto ai cittadini di altri Comuni».

«Convocare il consiglio» Se l’interpretazione dei riferimenti normativi fosse corretta, «chiediamo che se ne prenda atto e si ripristi immediatamente la regolare attività deliberativa del consiglio, tenendo conto che l’ultimo giorno utile sarebbe il 10 aprile, contando i quarantacinque giorni che ci separano dal 25 maggio, giorno fissato per l’elezione». Diversamente, «sarebbe utile per i cittadini ternani, comprendere i riferimenti normativi per i quali l’amministrazione comunale di Terni, eventualmente, insisterà sulla scelta adottata differenziandosi, ad esempio, rispetto ai sopracitati Comuni».

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