di M. To.
Non molla, il comitato che si oppone alla realizzazione del cavalcavia di Cospea. E chiama in causa il prefetto Bellesini, al quale chiede di esprimersi in relazione alla decisione presa dal consiglio comunale – il 31 marzo scorso – di non discutere la ‘proposta di deliberazione di iniziativa popolare, presentata dallo stesso comitato.
La questione Il presidente del comitato ‘No cavalcavia’, Moreno Castellucci, ricorda che «il presidente del consiglio comunale, quel 31 marzo, aveva detto che l’argomento, come altri, non poteva essere trattato perché il prefetto, tre giorni prima, aveva emanato il decreto di convocazione dei comizi elettorali e che, da tale data, potevano essere trattati esclusivamente atti aventi i requisiti dell’urgenza e dell’improrogabilità».
Lo stupore Il comitato, «sconcertato ma non rassegnato – dice ancora Castellucci – il giorno successivo si era attivato per verificare se si fosse trattato quantomeno di un’erronea applicazione della vigente normativa che fissa la data di pubblicazione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali da parte del sindaco e il 3 aprile aveva inviato all’amministrazione comunale una nota nella quale si chiedeva il ‘ripristino dell’ordinaria attività deliberativa del consiglio comunale’, ma senza alcun riscontro».
Il prefetto E allora, adesso, hanno deciso di chiedere un parere al prefetto. In una lettera inviata a Gianfelice Bellesini chiedono al rappresentante del governo se «il Consiglio Comunale di Terni avrebbe potuto deliberare senza alcuna limitazione atti che non possedevano i requisiti dell’urgenza e dell’improrogabilità, nel periodo compreso tra il 28 marzo 2014, data in cui Sua Eccellenza ha emanato il decreto di convocazione dei comizi elettorali e la data di pubblicazione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali da parte del sindaco, che la vigente normativa stabilisce nel quarantacinquesimo giorno antecedente la data di svolgimento delle consultazioni elettorali fissata per il 25 maggio 2014». La risposta del prefetto sarà, ovviamente, decisiva.
