di F.T.
Due milioni di euro, legati all’accordo di programma sottoscritto nel 2010 con il governo, per consolidare l’area della cascata della Marmore e ridurre il rischio-crolli in alcuni punti ‘critici’. La giunta comunale ha approvato il progetto preliminare, articolato in tre distinti interventi. Ora la palla passa al governo e alla Regione che dovranno dare il via alla fase attuativa.
Problema noto Il rischio idrogeologico dell’area della cascata delle Marmore è un tema che affonda nella storia stessa del sito. Negli ultimi vent’anni, ma in particolare fra il 2005 e il 2010, il Comune ha messo in atto alcune operazioni di consolidamento, tali da ridurre il pericolo di caduta di porzioni di travertini e calcari. Un rischio che, con le forti precipitazioni del novembre 2012, è aumentato in alcuni punti.
La nota Da qui la necessità, sottolineata con una missiva al commissario straordinario delegato dal governo e alla Regione, di intervenire sulle aree classificate come ‘R3 e R4’ – ovvero a maggior rischio – con interventi che mettano al sicuro da eventuali crolli e inondazioni.
La aree Tre le superfici individuate dal progetto sono: la prima si estende per 4.500 metri quadrati ed è rappresentata da una parete prospiciente il sentiero turistico 1; la seconda è posta a sinistra del ‘balcone degli innamorati’ e si sviluppa per oltre 3.200 metri quadrati verso il basso, in direzione della confluenza dei ‘ventagli’ della Cascata con il fiume Nera. La terza area, di 800 metri quadrati, è posta a destra dello stesso balcone e occupa la parte di pendice del belvedere che in tempi recenti ha fatto registrare fenomeni di frana.
Gli interventi La parte operativa del progetto prevede l’installazione di una rete metallica contenitiva, la realizzazione di una barriera paramassi nella porzione del fronte di maggiore altezza sopra il sentiero 1 e lo spostamento di una parte di quest’ultimo per circa 80 metri. Incassato il parere favorevole di funzionari e dirigenti competenti, la giunta ha ‘girato’ il progetto – inserito nel piano triennale delle opere pubbliche – a governo e Regione, in attesa di procedere con la fase attuativa.
