Il corteo di CasaPound

di M. To.

Il tema continua ad essere affrontato sulla base dei punti di vista e, anche, dei pregiudizi. E per questo continua a dividere. Il tema è quello delle foibe.

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CasaPound Sabato pomeriggio era in programma una manifestazione, regolarmente autorizzata, di CasaPound che, almeno queste erano le intenzioni, voleva dar vita ad un corteo nelle vie del centro con deposizione finale di una corona di alloro nella via intitolata, appunto, ai martiri delle foibe.

Rete antifascista Immediata la presa di posizione contro l’iniziativa e la Rete antifascista ha organizzato un presidio sotto palazzo Spada, nella stessa piazza dalla quale sarebbe dovuto partire il corteo. La faccenda, com’è immaginabile, aveva creato qualche apprensione, visto che i due gruppi si sarebbero potuti trovare di fronte – in un centro preso d’assalto per Cioccolentino – tra famiglie con carrozzine e coppiette con gli ormoni in subbuglio.

Piano di sicurezza Loro, quelli di CasaPound rivendicavano il diritto a manifestare; gli altri, quelli della Rete antifascista, replicavano definendola una provocazione. In mezzo, le forze dell’ordine – carabinieri e polizia – a fare da cuscinetto. E a cercare una soluzione di compromesso. Che alla fine è stata trovata.

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Corteo spostato La trattativa è stata condotta con discrezione e, alla fine, quelli che ‘presidiavano’ palazzo Spada hanno accettato il consiglio: niente slogan o roba del genere. Cordone silenzioso. Gli altri, a loro volta, hanno fatto quello che veniva proposto: corteo spostato di un centinaio di metri e deposizione della corona come previsto. Quel centinaio di metri, desertificato e bloccato da gente in divisa, è stato un efficace cuscinetto.

Nessun contatto I due gruppi – 200, 250 persone in tutto – sono rimasti ben lontani l’uno dall’altro e lo ‘struscio’ del sabato pomeriggio non è stato turbato. Anche se concedere il permesso per una manifestazione – legittima – ma che era prevedibile che provocasse tali polemiche, in una giornata che – si sapeva – avrebbe portato tanta gente in centro, ha rischiato che accadesse.

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5 replies on “Terni, CasaPound in corteo in ricordo delle foibe, la Rete antifascista ‘presidia’ palazzo Spada”

  1. Complimenti a questo articolo ed alla stampa tutta che mettono sullo stesso piano due realtà. Una anti-costituzionale, l’altra di difesa della costituzione, dell’uguaglianza tra le persone e della storia. Vergogna! Legittimare i fascisti, che portano in grembo il germe del razzismo, dell’intolleranza è criminale. La storia non vi ha insegnato nulla: proprio grazie a questa superficialità, alla continua legittimazione, al mettere sullo stesso piano…ha portato al fascismo e a tutto quello che ne ha comportato. Inoltre gli anti-fascisti in piazza erano oltre 400…mentre, come si può vedere da numerose foto, il ridicolo corteo di fascisti -rispetto al quale il sindaco di Terni ha dato un passivo ok non fermandolo- era composto da non più di 20-30 persone. E’ veramente triste constatare questo tipo di comportamento…

  2. Di seguito la dichiarazione di Mauro Nannini. Personalmente trovo abnorme e grave che la stampa continui a tollerare, dare spazio e mettere sullo stesso piano forze fasciste anti-costituzionali, intolleranti e razziste. La storia insegna che questo tipo di superficialità da parte di stampa e parte delle istituzioni ha sempre portato al peggio.

    “Sbagliato utilizzare il tema delle foibe in chiave revanscista”

    17.02.2014 – ore 13:01 – Il consigliere Mauro Nannini interviene sulle polemiche che hanno accompagnato la manifestazione di sabato 15 febbraio

    (Ufficio Stampa) – “Crediamo si renda necessaria una riflessione franca su quanto accaduto sabato 15 febbraio. Una giornata che in qualche modo chiudeva il ciclo delle iniziative valentiniane e che è stata turbata dall’accondiscendenza che è stata concessa alle organizzazioni neo-fasciste di utilizzare il tema della giornata del ricordo come scudo dietro al quale legittimarsi agli occhi dell’opinione pubblica”. Lo scrive in una nota il presidente del gruppo consiliare Fds/Prc, Mauro Nannini.
    “Innanzitutto – continua Nannini – la scelta di promuovere tale evento in un giorno diverso da quello ufficiale della commemorazione delle vittime delle foibe, nel bel mezzo della settimana di festività che ha visto la nostra città attraversata da molteplici iniziative culturali, gastronomiche e che ha visto un’affluenza enorme di cittadini e famiglie. Il tentativo che ogni anno si rinnova è quello di utilizzare i morti come cavallo di Troia per entrare in una città che ha sempre ripudiato le ideologie intolleranti. Questo tentativo di mimetizzazione va avanti da anni nella città di Terni, strumentalizzando tematiche largamente condivise al solo fine di non poter essere attaccati nel merito”.
    “Il tema delle foibe – si legge più oltre nella nota – è il miglior modo per riuscire ad entrare indisturbati in città, da sempre infatti la tragedia Istriana viene utilizzata in modo strumentale dalle destre italiane per riuscire a riscattare la loro coscienza politica: equiparando le vicende istriane a quelle legate alla carneficina-nazi fascista che ha originato l’olocausto, farcendo il tutto con politiche contro la resistenza partigiana e retoriche nazionaliste che vedono noi italiani passare magicamente dalla parte di vittime innocenti, dimenticando che siamo stati prima di tutto carnefici”.
    “Noi – scrive Nannini – non sosterremo mai posizioni negazioniste. La vicenda degli italiani d’Istria va contestualizzata dentro un arco temporale che ha visto l’Italia fascista forza occupante e totalizzante. Occorre contemplare il prezzo pagato dalle popolazioni slave in vent’anni di occupazione, un aspetto che certo deve far riflettere per un’attenta e non strumentale analisi della storia e delle sue conseguenze”.
    “Il fatto che una vicenda storica “sensibile” come quella delle foibe – prosegue la nota – debba essere utilizzata per legittimare manifestazioni neo-fasciste piuttosto che per stimolare anche nella nostra città una serie di dibattiti e convegni di profilo storico culturale, la dice lunga sul vero obbiettivo che si cela dietro al presunto “ricordo”, quello appunto di sdoganare le nefandezze che i fascisti produssero in terra d’Istria durante i decenni di occupazione, una triste operazione revanchista a cui la città ha risposto con una larghissima presenza delle sue forze vive, democratiche e militanti”.
    “Da questo punto di vista ribadiamo l’inopportunità di non aver in alcun modo impedito tale operazione. Le istituzioni potevano e dovevano fare di più, se non si è prodotta una vera e propria marcia che originariamente doveva aver luogo sotto il Comune di Terni, lo si vede alla fortissima partecipazione della città, grazie alla rete antifascista, che tiene ben salda la memoria storica e che non ha nessuna intenzione di legittimare movimenti alla cui base è radicato un profondo senso anti-istituzionale, nazionalista e xenofobo”.
    “Vorremmo ricordare – conclude Nannini – che lo stesso Consiglio comunale si è dotato l’anno scorso di una delibera che impedisce questo tipo di tentativi, delibera alla quale Il partito della Rifondazione comunista e la Rete Antifascista intendono far rispettare ad ogni costo, anche occupando le piazze se necessario, ma nello spirito della difesa dei simboli democratici e costituzionali di questa città, a partire dal suo Comune”.

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