Il trasferimento nel carcere ternano di Sabbione di nuovi detenuti ad alto rischio è stato oggetto di una riunione, convocata dal prefetto Gianfelice Bellesini su sollecitazione del sottosegretario del ministero dell’interno, Giampiero Bocci e del sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo.
Il vertice Alla riunione, alla quale hanno partecipato, oltre a prefetto e sindaco, il vice questore vicario, Andrea Pietroiusti; il Presidente della provincia, Feliciano Polli; la direttrice della casa circondariale di Terni, Chiara Pellegrini; il comandante della polizia penitenziaria, Fabio Gallo ed i rappresentanti delle organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria, si è conclusa come ci si aspettava: le problematiche sono numerose, ma i nuovi detenuti arriveranno lo stesso.
I timori Da parte delle organizzazioni sindacali sono stati nuovamente messi in risalto «i problemi legati alla sicurezza all’interno del carcere, alla carenza degli agenti di polizia penitenziaria (circa 40 in meno rispetto all’organico previsto; ndr), alla insufficiente dotazione di mezzi blindati e di alloggi per il personale». Mentre la direttrice del carcere ha evidenziato «la necessità di procedere all’ampliamento del reparto detentivo sito nell’ospedale di Terni, atteso l’aumento e la eterogeneità della popolazione carceraria», ma anche «un maggiore utilizzo del sistema delle videoconferenze per i detenuti, al fine di limitare le costose ed impegnative traduzioni esterne».
Il prefetto Gianfelice Bellesini, il prefetto, ha spiegato che «in relazione alla maggiore pericolosità dei detenuti che verranno ospitati nel carcere di Sabbione, sarà intensificata l’attività info-investigativa svolta dalle forze di polizia, con la collaborazione della polizia penitenziaria». Secondo il prefetto, insomma, «il controllo del territorio sarà costante ed alto il livello di attenzione degli organi di polizia, ai fini di una pronta individuazione e di un efficace contrasto di eventuali impatti criminali coinvolgenti il territorio ternano». Il prefetto ha anche assicurato che rappresenterà «al ministero della giustizia le problematiche emerse» e che si farà «interprete delle preoccupazioni e delle proposte scaturite in occasione dell’incontro».
I numeri Nel carcere di Sabbione, complessivamente, stanno arivando poco meno di 300 nuovi detenuti, che porteranno il totale della popolazione a superare le 550 unità, mentre gli operatori carcerari sono circa 200, perché una cinquantina, considerati in organico, sono di fatto distaccati presso altre realtà. Ma questo è suolo un aspetto del problema.
I nuovi arrivi I nuovi detenuti, infatti, spiegano i sindacalisti, «appartengono a categorie specifiche, come quelle che prevedono il regime del così detto ’41 bis’ e di ‘Alta sicurezza’, essendo persone riconosciute come organiche ad associazioni come la camorra o la ‘ndrangheta». E questo, hanno ricordato i sindacalisti, «presuppone l’innalzamento del livello di attenzione, non solo all’interno del carcere, ma anche all’esterno, per la frequente abitudine dei nuclei familiari dei detenuti di trasferirsi nelle zone limitrofe al luogo nel quale il loro parente è ristretto».
