©Fabrizio Troccoli

di M.S.G.

Tamponi di uscita, molecolari, rapidi e di conferma, a Terni è il caos dato il boom di contagi. «Non riesco a mettermi in contatto con le autorità sanitarie per avere alcune informazioni, chiamo da giorni». Queste le parole di una cittadina ternana. Paura e disagio, chiusi in casa ed esasperati i cittadini cercano risposte sui social network, un susseguirsi di richieste di aiuto e consulenze ‘fai da te’: «Sono tre giorni che mia figlia cerca di chiamare e dà sempre staccato non risponde nessuno» e ancora ai microfoni di Umbria24 : «Non è possibile squilla a vuoto e sono 23 giorni che siamo in isolamento, come dobbiamo fare?».

Isolamento Covid «Credo che la comunicazione con le persone sia importante». A parlare è un cittadino ternano che ai microfoni di Umbria24 ha voluto manifestare tutto il suo disappunto: «È iniziato tutto quando il medico di base ha segnato un tampone a mio figlio che aveva i sintomi Covid. Ci ha detto di andare il 28 dicembre in via Bramante e che aveva mandato la comunicazione lui. Arrivati al drive mio figlio non risultava, abbiamo dovuto chiamare il medico che ha confermato di aver mandato la mail ma non era arrivata. Per fortuna e disponibilità degli operatori siamo riusciti comunque a fare quel tampone. Arrivata la risposta purtroppo mio figlio è risultato positivo. Stiamo tutti a abbastanza bene ma ora siamo in quarantena. Adesso serve prenotare il tampone di uscita e ci è arrivata la mail che ci dobbiamo recare il tre gennaio in via Bramante. Il tre gennaio però è troppo presto per il tampone di uscita, dovremmo spostarlo o sapere se è corretto farlo. Solo per avere queste informazioni è un calvario. È da oltre 24 ore che siamo attaccati al telefono, perché ovviamente di persona non possiamo recarci, chiamo il centralino, mi faccio passare l’ufficio preposto e matematicamente dopo 30 secondi cade la linea. Ho inviato anche alcune mail ma non abbiamo ricevuto risposte. Capisco il momento e che è il caos in tutta Italia, ma noi cittadini vorremmo avere risposte. Noi stiamo bene, ma se ci fossero delle complicazioni non avremmo saputo a chi rivolgerci. Non si può stare male per la burocrazia».

Post social In questi giorni i gruppi Facebook sono invasi di post di cittadini che cercano risposte o semplicemente si sfogano online: «Sono tre giorni che mia figlia cerca di chiamare e dà sempre staccato non risponde nessuno». Un altro commento: «Da questa mattina alle 8 che chiamiamo tutti i numeri Usl, non è possibile non risponde nessuno. Sono 23 giorni che siamo chiusi. Ma come dobbiamo fare? Mio marito deve tornare a lavoro e senza liberatoria non può rientrare». Insomma, tra la paura del virus e le quarantene la cittadinanza sta vivendo un periodo di grande disagio. Sfinimento e rabbia i sentimenti preponderanti: «Speriamo finisca presto».

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