di F.T.
I controlli, di routine, erano stati predisposti dalla polizia anche all’interno del suo istituto. In campo un’unità cinofila, per verificare la presenza di droghe in qualche angolo della scuola e fra gli studenti. Poco più di un’attività dimostrativa e di prevenzione, tanto che finora, nei vari complessi finiti sotto esame, era stato individuato solo qualche grammo di droghe leggere.
Il rifiuto Questa volta però qualcosa è andato storto: lo scorso 26 marzo Franco Coppoli, professore dell’istituto geometri ‘Antonio da Sangallo’ di Terni e militante dei Cobas, si è opposto al controllo. Ha ‘stoppato’ gli agenti all’ingresso della sua aula, spiegando che «le scuole non sono caserme». Risultato, l’ispezione è saltata e lui è stato raggiunto da un provvedimento disciplinare da parte dell’ufficio scolastico dell’Umbria.
Il precedente Il docente, noto per il suo impegno politico, nel 2009 era balzato agli onori delle cronache per aver rimosso il crocifisso da un’aula dell’istituto professionale dove insegnava. Un gesto compiuto «per difendere la laicità delle istituzioni» e che gli era costato un mese di sospensione dall’insegnamento, con tanto di strascichi polemici che avevano visto anche l’intervento dell’allora ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini.
Coppoli A Radio Onda d’Urto, il professore si è difeso così: «La pressione è venuta dalla questura che ha chiesto ai presidi di poter intervenire con i cani antidroga nelle scuole. Presidi che hanno finito per legittimare gli interventi e alla fine con questo sistema è stata violata l’autonomia di quattro istituti superiori di Terni. Gli agenti hanno interrotto l’attività didattica – ha spiegato Franco Coppoli – obbligando studenti e docenti a uscire dall’aula e a sfilare davanti ai cani antidroga. Tutto ciò è gravissimo perché viola lo spazio educativo e rappresenta un’intimidazione, in un momento in cui la stessa corte costituzionale ha di fatto smontato l’impianto di una legge come la Fini-Giovanardi, dichiarandone l’incostituzionalità».

Bravo professor Coppoli. Gesto ammirevole quanto inutile in questa italietta bigotta e provinciale.
Il prof. Coppoli dovrebbe vergognarsi queste prese di posizione strumentali non sono accettabili e comunque sono risibili le motivazioni per rifiutare l’ispezione nell’ambito scolastico, in particolare se effettuate su richiesta dei presidi. Per quanto attiene al Coppoli avrà le sue convinzioni, ma il suo atteggiamento è quantomeno ambiguo. Pensare male è peccato, ma a volte ci si azzecca.