di Marta Rosati
Dopo le già numerose proroghe che hanno segnato la storia dei rapporti tra il Comune e il Briccialdi, la convenzione tra l’ente e l’Istituto va di nuovo in scadenza quest’anno e quella che è stata definita una clausola (la statizzazione) imposta dal consiglio di palazzo Spada per regolare nuovamente i rapporti, in realtà, come spiega l’assessore alla cultura Armillei, «fa riferimento a una legge dello Stato in vigore da 15 anni ma che, per carenze finanziarie del dicastero competente (il Miur) in molti casi è ricaduta direttamente sugli enti locali e in questo caso sulle casse comunali».
Briccialdi Tanto per intenderci, già da diverso tempo lo Stato avrebbe dovuto provvedere al finanziamento dell’istituto musicale di via del Tribunale ma non è mai stato così e il Comune di Terni ha supportato reiteratamente le attività del Briccialdi, vantando ad oggi anche diversi crediti nei confronti dell’istituto.
INTERVISTA ALL’ASSESSORE ARMILLEI. IL VIDEO
Convenzione Tra le linee di indirizzo dettate dal consiglio per la stipula di un ulteriore patto, l’ennesimo, tra Palazzo Spada e il Briccialdi, compare infatti la richiesta alla giunta di stendere quantomeno un piano economico di riscossione dei residui attivi. La gestione dei rapporti, ha suggerito altresì l’assemblea consiliare, deve essere tale da condurre gradualmente ma prima possibile alla statizzazione dell’istituto.
Armillei Come ricordato dall’assessore Armillei nell’intervista, «Il Briccialdi è un punto di eccellenza dell’offerta di alta formazione in città, è anzi un polo unico nel suo genere». È senza dubbio per questo motivo che l’erogazione di risorse comunali, a sostegno delle attività svolte, è stato costante e sostanzioso. Il flusso di denaro circolato da piazza Ridolfi a via del Tribunale non è passato inosservato agli occhi degli attuali consiglieri.
Bipartisan Da destra a sinistra l’apprezzamento per il lavoro svolto dall’istituto: nessuno ha mai pensato di lesinare complimenti a Catalucci & co, ma è altrettanto vero che tutti si sono resi conto della difficoltà a reperire risorse per il suo sostentamento. Verrebbe da dire ‘Caro Briccialdi, quanto ti amo… Ma quanto mi costi!’. Per mettere a posto le cose occorre insomma uno sforzo condiviso, serve poter remare tutti dalla stessa parte, a partire dal Miur che, alla fine dei conti, risulta dunque il principale responsabile. Non resta che aspettare l’apertura del tavolo misto annunciata il mese scorso.
