di Marta Rosati
«Il sindaco firmi parere negativo sull’Autorizzazione integrata ambientale per l’inceneritore di Terni biomassa, se poi l’aziende dovesse impugnare l’atto siamo pronti come comunità a farci carico delle spese legali del Comune». Questo il messaggio che Fabio Neri, anima del comitato No inceneritori, ha lanciato all’indirizzo del sindaco Leopoldo Di Girolamo chiamato entro l’8 febbraio a esprimersi sull’Aia alla luce dello studio presentato dall’Usl Umbria 2 sui tumori da inquinamento nell’ambito dell’ennesima conferenza dei servizi rinviata. Con lui un centinaio di attivisti che sabato pomeriggio nonostante la pioggia si sono radunati in piazza Europa per un presidio sotto le finestre di Palazzo Spada. La richiesta sullo stop all’impianto non è nuova, a differenza della disponibilità a raccogliere risorse nel caso in cui di fronte al parere negativo la Tozzi holding dovesse tornare a bussare le porte del Tar dell’Umbria, impugnato la decisione del sindaco. L’obiettivo del comitato è tentare di chiudere ogni margine disponibile, compreso quello dei costi per un eventuale nuovo procedimento amministrativo, per provare a vincere la battaglia ambientale che tra inchieste, ordinanza di spegnimento e grandi proteste si trascina da tempo.
@martarosati28
