Strisce blu

di Marta Rosati

Ammontano a 1.175.706,63 euro i crediti che il Comune di Terni vanta nei confronti della società Atc parcheggi, da tempo messa in liquidazione. La cifra si riferisce ai debiti che la società ha accumulato fino al 2014, quelli del 2015 sono stimabili in circa 140 mila euro. Somme considerevoli per le quali però la direzione Mobilità e trasporto di Palazzo Spada non avrebbe attivato le procedure per la riscossione coattiva.

Residui attivi Questa è solo l’estrema sintesi di quanto contenuto nella relazione prodotta dallacommissione controllo e garanzia presieduta dal consigliere Cinque stelle Federico Pasculli, sulla scorta di quanto riferito in audizione dall’assessore alle partecipate, dirigenti e funzionari coinvolti e rappresentanti della società. In verità il documento contiene tanti passaggi davvero ‘curiosi’. Tanto per dirne uno, nelle conclusioni si legge che «ritardi e inazioni accumulati hanno compromesso ogni regolarità nei rapporti istituzionali e contabili. C’è il concreto rischio che si delinei una evanescenza del crediti».

Circa 1,2 mln non riscossi L’aspetto più grave della questione, infatti, è forse che tali cifre rappresentano residui attivi, ovvero somme ritenute esigibili dall’ente di piazza Ridolfi, soldi che di fatto però non entrano. Curiosa è anche la motivazione con la quale l’ingegnere Corradi presidente dell’Atc parcheggi avrebbe a lungo trattenuto il dovuto ovvero ‘crediti in compensazione dei lavori svolti all’Aviosuperficie’. Di fronte a questo però i funzionari competenti avevano detto: «La società non può trattenere quanto spetta al Comune a nessun titolo, si tratta di operazione impropria».

Parcheggi di superficie Un altro capitolo significativo riguarda la questione ‘internalizzazione del servizio’, cosa mai avvenuta e «ragione per la quale l’ente ha perso un pacco di soldi» commenta Pasculli. L’azione era legata ad un atto del consiglio comunale del 2014 che, approvato all’unanimità, decretava la messa in liquidazione della società (che non comprometteva comunque la riscossione dei crediti) e creava i presupposti giuridici per la reinternalizzazione dei parcheggi di superficie.

Botteghini chiusi «Nel momento in cui doveva scattare il passaggio delle consegne dalla società al Comune di Terni – si legge nella relazione – Atc ha interpretato questa richiesta come un atteggiamento ostruzionistico, con la presa di posizione di chiudere i botteghini adibiti al rilascio degli abbonamenti e l’ente  per le difficoltà incontrate nel mettere in piedi il progetto di internalizzazione della gestione delle ‘strisce blu’ e per non aver potuto reperire le risorse necessarie, non ha realizzato il progetto di fattibilità consentendo il rientro della gestione alla società».

Messa in liquidazione Fu così che a fine 2014 fu concessa ad Atc parcheggi una proroga che, a quanto risulta dai pareri inscritti nella relazione, forse non era del tutto conforme alla normativa europea. Definito invece legittimo l’attuale affidamento del servizio a Terni reti perché considerato tacitamente approvato dalla massima assise cittadina tramite l’approvazione di statuto e piano industriale della giovane società. L’unico nodo da sciogliere insomma ormai è quello dei soldi da riscuotere: la commissione controllo e garanzia ha portato il caso all’attenzione dell’aula per la presa d’atto; per tutta risposta  17 consiglieri si sono astenuti e solo 7 hanno votato a favore.

@martarosati28

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