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di M.R.

C’è un decreto cui attenersi il numero 81 del 2009, ma non sussistono le condizioni per farlo, così il dirigente scolastico della De Filis, nonché assessore ai servizi educativi del Comune di Terni, Carla Riccardi, si trova costretta a operare nell’illegalità per formare le prime classi in vista del prossimo anno scolastico. Il caso è già finito nelle pagine di un giornale nazionale.

Anno scolastico Il prossimo settembre, quando la campanella tornerà a suonare, all’istituto De Filis ci saranno le così dette ‘classi pollaio’, quelle sovraffollate per contravvenire alle numerose richieste di iscrizione da parte delle famiglie: in sei di queste ci saranno oltre 25 alunni, nella settima concessa in extremis gli studenti saranno 20 ma due di questi sono portatori di handicap.

Il caso La notizia è apparsa su Il Fatto Quotidiano martedì 11 agosto. «L’organico di diritto – spiega la Riccardi – si presenta a marzo, alla scadenza delle iscrizioni, allora risultava un numero inferiore a quello effettivo, vista la difficoltà di alcuni stranieri a compilare la domanda online. Rispetto ai 144 alunni iniziali, attraverso l’inserimento degli altri studenti nel sistema e il conteggio dei bocciati, il numero è salito a 183, una cifra che richiedeva la formazione di 8 classi, rispetto alle 6 inizialmente previste, nelle quali andavano collocati altrettanti portatori di handicap, quindi uno per sezione come previsto dei termini di legge. Nel mese di aprile, peraltro, tra gli iscritti, è stata certificata dall’Inps la disabilità di ulteriori due studenti, quindi 8 classi apparivano assolutamente necessarie. Il problema – dichiara la preside Riccardi – è che non c’è personale docente a sufficienza, come confermato dall’Ufficio scolastico regionale che ho immediatamente contattato al sorgere della criticità».

Sette classi L’Ufficio scolastico ha concesso la formazione di una sola sezione in più e vista l’esigenza di far fronte alla collocazione di 8 portatori di handicap (che da dpr 81/2009 possono essere inseriti non più di uno per classe) la Riccardi ha pensato di contattare le famiglie dei futuri studenti della De Filis per convincerli ad iscriversi altrove. I genitori però non ne hanno voluto sapere e si sono rivolti al Prefetto. «Il Prefetto – dichiara la preside – ha cercato di sensibilizzare l’Ufficio scolastico regionale ma gli è stato risposto che al più saranno concesse un numero di ore di sostegno superiore all’ordinario».

Illegalità Stando a quanto riportato da Il Fatto Quotidiano che fa riferimento ad una sentenza del Tar di Palermo, la Riccardi nella sua veste di preside rischia persino qualcosa a livello legale, ma lei si difende: «Cos’altro potevo fare? Ho tentato tutto il possibile sia come dirigente scolastico che come assessore. Sono angosciata,  – ammette – questo è diritto allo studio? Questa la buona scuola? Ci sono situazioni di disagio a vario livello, io non me la sento di insistere per mandare via gli iscritti».

Twitter @martarosati28