Palazzo Spada

di Massimo Colonna

Assemblea calda per i lavoratori di Palazzo Spada quella andata in scena mercoledì: contestate le Rsu, tanto che alcuni dipendenti hanno anche chiesto le dimissioni di alcuni rappresentanti unitari delle sigle. A far scaldare gli animi c’è lo sciopero prima proclamato e poi revocato per il 25 settembre scorso. Un dietro front che moti dipendenti non avrebbero gradito.

Scontro sulle dimissioni Subito dopo la decisione delle Rsu di revocare lo sciopero i dipendenti del Comune hanno indetto un’assemblea. Dal tavolo è emerso lo scontento con una parte nutrita dei dipendenti che ha contestato l’operato delle Rsu. Tanto che qualcuno ha anche richiesto le dimissioni. Una soluzione che però non trova tutti d’accordo: in molti infatti credono che un passo indietro adesso possa compromettere le ‘battaglie’ che il sindacato sta portando avanti dentro l’amministrazione comunale.

Storia dello sciopero La discussione dunque è nata dopo che le Rsu hanno convocato lo sciopero del 25 settembre sul tema della mancata erogazione del premio di produttività da parte della giunta. Uno sciopero appoggiato da Usb e Uil, che poi però hanno denunciato in una conferenza stampa il fatto di non essere state invitate ad un incontro tra le altre sigle e l’assessore al Personale Ballerani.

Progressioni A seguito di quell’incontro una parte delle Rsu hanno fatto marcia indietro al tavolo di conciliazione del prefetto, visto che il Comune intanto aveva sbloccato la questione delle progressioni orizzontali. Una soluzione ritenuta sufficiente per far rientrare lo sciopero, di fatto poi annullato. Anche se diversi lavoratori del Comune a questo punto avrebbero preferito continuare a puntare sulla questione della produttività magari portando a termine anche lo stato di agitazione.

Twitter @tulhaidetto

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