Una farmacia

di Massimo Colonna

Trasformazione in società di capitali, cessione di 3 o 4 punti vendita, quelli che portano meno profitto, rilancio del marchio “farmacia” e riorganizzazione del personale. Questo in estrema sintesi il futuro che attende le farmacie comunali secondo il ‘Piano programma 2015-2018’ uscito dal cda aziendale il 25 maggio scorso. La rivoluzione annunciata nelle passate settimane ora diventa operativa: il consiglio comunale di ieri ha infatti votato e approvato il piano presentato dall’assessore a Bilancio e Partecipate Vittorio Piacenti D’Ubaldi.

In Comune Lunedì alla ripresa dei lavori dunque nella sala consigliare di palazzo Spada ecco il punto all’ordine del giorno lasciato indietro prima della pausa estiva per via delle votazione sul bilancio di previsione 2015. Dalla votazione 17 voti a favore, 7 contrari e 5 astensioni. Dunque il piano programma 2015-2018 dell’Asfm passa.

La delibera Il piano approvato dice sì alla delibera numero 227 della giunta in cui il sindaco e l’esecutivo approvano il piano programma e danno «mandato alla direzione competente di trasformare la Asfm in società di capitali (Spa, ndr)». Il piano nasce dalla riunione del consiglio d’amministrazione delle Farmacie comunali del 25 maggio scorso, a cui hanno preso parte il presidente Stefano Mustica, i consiglieri Lorenzo Filippetti e Raquel Justine Grifoni.

Le indicazioni In sostanza dal piano emerge la volontà di cambiare volto alla società per adeguarsi ai tempi attuali, in cui le farmacie svolgono un ruolo diverso rispetto a quello di almeno venti anni fa. Quindi rilancio del marchio, riorganizzazione dei servizi offerti, competizione interna ed esterna, taglio dei rami ‘secchi’ e nuovi eventi per attrarre pubblico.

Il fatturato Sono 10 le farmacie comunali in città con in più una parafarmacia aperta nel luglio 2013. Per quanto riguarda il fatturato in Italia quello generale scende dell’1.1% mentre a Terni del 3.2%, spostandosi sempre più verso il commerciale. Ossia verso i parafarmaci, Sop e Otc (farmaci da banco, autocura e integratori), che salgono del 2.2% in Italia e del 6.9% a Terni.

Diverse fasce Le quattro farmacie di fascia A (Comunale 1, Comunale 4, Comunale 6 e Ospedale 1) rappresentano oltre il 60 per cento dei ricavi. Al momento solo la Comunale 1 (Porta Sant’Angelo) risponde ai parametri più aggiornati, mentre la Comunale 4 (Borgo Rivo) potrebbe esserlo «previa adeguata ristrutturazione», come si legge nel piano. La Comunale 5 (zona Ospedale) è ritenuta interessante dal punto di vista del potenziale vendite, ma è troppo piccola. Invece la Ospedale 1, lungo corso Tacito e punto di riferimento storico per la città, è «penalizzata dall’area pedonale».

Chi rischia Le farmacie di fascia B (Comunale 2 e Ospedale 2, ossia San Giovanni e viale Trieste) presentano un fatturano «in tendenziale decrescita», penalizzate dalle strutture ormai troppo obsolete. La Comunale 2 è stata «cannibalizzata da quella all’interno del Pianeta». Da considerare che insieme arrivano al 14.2% del fatturato totale. Troppo poco.

La nuova Spa Nel piano poi il passaggio più importante riguarda il ‘contenitore’ di questa trasformazione, ossia la Spa. «Tutte le scelte operative del presente piano industriale – si legge nel documento – sono eseguibili esclusivamente in funzione di un radicale cambiamento della struttura giuridica delle farmacie comunali di Terni. Quindi prima operazione propedeutica a tutte le altre sarà la riscrittura dello statuto ovviamente funzionale alla creazione della nuova società di capitali».

Ciao Darwin Capitolo personale: si procede alla «non sostituzione delle unità di personale amministrativo in mobilità e di quello che andrà in pensione. L’eventuale pensionamento di farmacisti anziani prevede la loro sostituzione con farmacisti con costo aziendale del 25% più basso. Nel 2016 con lo spostamento di alcune farmacie verranno integrati altri farmacisti al posto degli amministrativi». Nell’ultima pagina del piano poi una frase di Charles Darwin: «Non è la specie più forte che sopravvive né la più intelligente, ma quella che si adatta meglio al cambiamento». Come a dire: o si cambia o si muore.

Twitter @tulhaidetto

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.