Il club Alpino italiano – sezione di Terni ‘Stefano Zavka’, con il patrocinio della provincia e del comune di Terni, organizza un evento di grande fascino e richiamo. Sabato 15 novembre alle 17,45, al Caos di Terni, si svolgerà, infatti, l’incontro con i protagonisti della spedizione sull’Himalaya, accompagnati dalle meravigliose foto scattate da Enrico Ferri del Cai di Rieti.
Il team Molto soddisfatti i sette alpinisti ritornati alla base, dopo quasi un mese e mezzo trascorso in Himalaya, in completo isolamento, senza telefoni satellitari. Alcuni sono guide esperte, gran parte provengono dal Vicentino e possiedono una notevole esperienza di alpinismo esplorativo sia nell’arco alpino sia in ambito extraeuropeo. Insieme rappresentano ben 5 generazioni che hanno saputo trovare e mantenere, anche in condizioni difficili e di pericolo, un ottimo affiatamento di gruppo.
Gli obiettivi La loro impresa alpinistica ed esplorativa, in uno dei luoghi più remoti e sconosciuti dell’Himalaya orientale, nel Sikkim settentrionale, ha centrato molti degli obiettivi prefissati e forse altri per loro ancora più importanti. «Il termine Alpinismo in questo caso – spiegano – racchiude in se valori che vanno oltre il significato letterario. È la storia di natura e culture che si sono incontrate, cariche di mistero, diversamente ricche di tesori immateriali».
Terre inesplorate Per la prima volta il gruppo ha perlustrato terre dove non è stato mai messo piede umano, salito cime vertiginose e colli di oltre 6 mila metri, mappato nuovi ghiacciai, documentato con foto e descrizioni l’inospitale e impenetrabile ‘foresta verticale’, caratterizzata da continui saliscendi, torrenti e gole da oltrepassare o aggirare. Il capo spedizione Peruffo afferma: «Nonostante l’inaccessibilità della Cresta Zemu da Sud, abbiamo salito 7 cime vergini e raggiunto 7 colli di alta quota, esplorando 3 ghiacciai, 2 dei quali integralmente mai toccati da piede umano, attraversando una foresta tropicale impenetrabile e molto pericolosa, che ci isolava dal mondo».
I contributi Per condividere oggi questi risultati culturali e questo nuovo rilancio dell’alpinismo di esplorazione, a basso impatto sull’ambiente, «sono stati determinanti – concludono – i contributi di tante realtà commerciali di Rieti, Terni e Roma che hanno voluto dare il loro apporto con mezzi, strumenti, competenze a questa impresa in quota, lunga, complessa dal punto di vista diplomatico e molto faticosa dal punto di vista fisico». Essenziale è stato inoltre «l’appoggio delle istituzioni e degli enti locali che, a diverso titolo, hanno reso possibile il realizzarsi del progetto».
