di Fabio Toni
Ristrutturata a partire dalle fondamenta e rimessa a lucido. Pronta per la vendita. La ‘casa’ in questione è l’azienda speciale delle farmacie municipali di Terni. Il percorso di risanamento di un organismo per oltre dieci anni in agonia, è arrivato ad un punto cruciale. Il bilancio 2012 registra un utile di 14 mila euro e – per la prima volta – il segno ‘più’ riguarda anche il margine operativo. «Oggi siamo in grado di generare valore» afferma il presidente del cda Stefano Mustica.
L’insediamento Il compito gravoso assegnato tre anni fa al cda guidato dal presidente Stefano Mustica e composto dagli avvocati Lorenzo Filippetti e Raquel Justine Grifoni, può dirsi completato. Non perché manchino le cose da fare da qui in futuro. Ma gli obiettivi di partenza sono stati tutti centrati. A ripercorrere le tappe principali è lo stesso presidente dell’Asfm: «Appena assunto l’incarico (era l’agosto del 2010; ndr), abbiamo cercato di fare chiarezza su tutta una serie di aspetti contabili, in stretta collaborazione con il collegio dei sindaci revisori. La perdita registrata nel primo bilancio (569 mila euro; ndr) è stata in qualche modo fisiologica. Ma già lì si erano intravisti segnali di ripresa, in particolare nel margine operativo, migliorato di 200 mila euro rispetto all’esercizio precedente».
Gli anni della svolta «Nel 2011 – ricorda Mustica – abbiamo potuto assumere alcune decisioni concrete, a partire dal sistema di controllo di gestione. Il risanamento è proseguito con il primo utile dopo oltre dieci anni di perdite. Il 2012 è stato l’anno del consolidamento. Accanto ad un utile netto di 14 mila euro, per la prima volta siamo riusciti a raggiungere un margine operativo positivo, pari a 11 mila euro. Un ulteriore segnale di salute è rappresentato dal fatto che abbiamo ripreso ad assumere personale».
Mercato difficile Tutto ciò è avvenuto all’interno di un contesto complesso, con un mercato segnato da una generale contrazione dei ricavi, in cui le uniche vendite in crescita sono quelle di farmaci generici, caratterizzati da un margine minore. «Le farmacie comunali – osserva Stefano Mustica – hanno guadagnato punti nella considerazione dei cittadini. Il personale ha risposto positivamente ad ogni sollecitazione e nel 2012 siamo riusciti a ‘lavorare’ oltre 10 mila ricette in più rispetto al 2011, con un incremento nettamente superiore al dato medio nazionale».
Verso la privatizzazione Il cda, salvo proroghe, resterà in carica fino alla scadenza del mandato del sindaco Di Girolamo. Stefano Mustica è consapevole di aver tracciato una strada («abbiamo creato un terreno fertile su cui piantare radici»), ma sa altrettanto bene che ora la palla passa al Comune, ente proprietario dell’azienda. L’intenzione sembra quella di proseguire con decisione verso la privatizzazione: «La scelta di una parziale privatizzazione dell’azienda farmaceutica – afferma il vicesindaco Libero Paci – è frutto di un orientamento condiviso anche dal consiglio comunale in diversi atti di indirizzo. Il percorso finora è stato accidentato, per via di alcuni cambi normativi (e non solo; ndr). Ma siamo decisi a riprenderlo, attraverso una procedura ad evidenza pubblica che consenta di individuare il partner migliore, per poi procedere alla trasformazione dell’azienda in una spa pubblico-privata, non soggetta ai vincoli del patto di stabilità». L’unica certezza è che la maggioranza delle quote passeranno sotto il controllo del partner privato: «Con questa operazione – osserva Paci – vogliamo garantire una prospettiva di sviluppo, senza perdere di vista la funzione sociale delle farmacie. Tutto ciò è possibile grazie al lavoro di risanamento portato avanti dall’attuale cda».
Novità e obiettivi Nei prossimi mesi il board dell’azienda lavorerà per ‘aggredire’ altri nodi strutturali, a partire dal sistema degli approvvigionamenti, continuando anche ad investire su una serie di servizi apprezzati – tele cardiologia, tele dermatologia, prenotazioni – e cercando di rappresentare sempre più un punto di riferimento ‘locale’ per i servizi sanitari. Le novità riguardano anche alcune farmacie definite «marginali» per le quali è stato previsto il trasferimento. Sono quattro: la Falchi di via Roma e le tre presenti in via Mola di Bernardo, San Giovanni e viale Trento. L’Asfm intanto è pronta a lanciare una nuova parafarmacia nella zona di Borgo Bovio.
